Caos M5S, Crimi: “Non avevo detto a Conte del regolamento che lo salva, me ne ero dimenticato”

© AP Photo / Andrew MedichiniVito Crimi
Vito Crimi - Sputnik Italia, 1920, 13.02.2022
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L’ex reggente del Movimento spiega il cortocircuito sull’atto che potrebbe risolvere l’impasse dopo la sospensione della leadership dell’ex premier da parte del tribunale di Napoli.
Prassi consolidata, molteplici regolamenti, mail di quattro anni fa e una dimenticanza. Ci sono tanti elementi dietro la notizia dell’esistenza di un atto, interno al Movimento 5 Stelle, che risolverebbe la situazione in cui da giorni si trova il capo del M5S, Giuseppe Conte, sospeso di fatto dalla sua presidenza dopo la decisione del tribunale di Napoli che invalida la sua elezione.
A spiegarlo è Vito Crimi, ex reggente del Movimento, che ha ripescato tra le mail del 2018 il regolamento in questione, che autorizza a ridurre la platea degli iscritti autorizzati a votare a coloro con più di sei mesi di anzianità.

“Neanche mi ricordo di tutti i regolamenti che abbiamo approvato nel M5S, ne facevamo tanti…”, dice a Repubblica spiegando l’accaduto.

“Quel regolamento era noto a tanti attivisti”, ma Crimi a Conte non lo aveva detto.
“Era una prassi talmente consolidata, che lo davamo tutti un po’ per scontato. Mi sono dimenticato di farlo presente a Giuseppe, mi sembrava superfluo”.
Per questo “sono rimasto basito quando ho visto l’ordinanza. A quel punto ho detto a Giuseppe: ora mi metto a cercarlo, ho fatto il ripristino del backup, ho dovuto richiamare il mio ex segretario che lavorava con me quando ero sottosegretario all’Editoria, all’epoca dei fatti. Mi sono messo a spulciare migliaia di mail”.
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Un’idea di Di Maio il regolamento

Crimi risale all’origine dell’atto interno al Movimento e racconta la sua genesi.
“Di Maio ci mandò una mail in cui chiedeva di fissare questa regola: che le convocazioni online degli iscritti fossero aperte a chi avesse più di sei mesi di anzianità. Ho telefonato ai colleghi del comitato di Garanzia che presiedevo, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri, e ho risposto: diamo parere favorevole”.
Quindi a quel punto era stato fatto un verbale, “stiamo parlando di legalese, davanti a un fatto politico inattaccabile: il riconoscimento plebiscitario degli iscritti del M5S verso Conte”.
E Crimi è convinto che dietro alla sentenza ci sia di più.
“Qualcuno sta provando a portare lo scontro politico a livello giudiziario, tutti quanti, al di là delle diversità di opinioni, dobbiamo essere compatti. Non c’è nulla da strumentalizzare. C’è solo un attacco a Conte e non dobbiamo prestare il fianco a chi ci vuole male”.
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