Superbonus 110%, Draghi e Franco: tra le più grandi truffe della Repubblica

Ristrutturazioni, edilizia
Ristrutturazioni, edilizia - Sputnik Italia, 1920, 12.02.2022
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Chi ha scritto questa legge non ha previsto controlli sufficienti, anzi, “si è voluto costruire un sistema che prevede pochi controlli”, ha detto ieri in conferenza stampa il presidente del Consiglio Mario Draghi, parlando a proposito del Superbonus 110%.
Senza fare nomi, ha aggiunto: “Alcuni di quelli che più tuonano sul superbonus sono quelli che hanno scritto questa legge senza” prevederne i controlli.
Gli fa eco il ministro all’Economia Daniele Franco, che senza mezzi termini afferma che la cessione del credito prevista dalla normativa è stata usata come una “moneta fiscale”. Usata dai vari soggetti come mezzo di pagamento e così i fondi sono stati utilizzati anche al di fuori del perimetro della normativa.
La truffa ammonta a circa 4 miliardi di euro, una mini-manovra finanziaria. Di questi, le varie procure della Repubblica hanno già sequestrato 2,3 miliardi di euro. Sul resto, le procure indagano e altre novità si otterranno prossimamente, spiega Draghi.
Il Movimento 5 Stelle rumoreggia e dice che si tratta di una falsità, ma le indagini della procura sono lì.
Che le cose non stanno procedendo nella giusta direzione lo testimoniano anche le banche, le quali hanno ritirato la loro offerta al pubblico sulla cessione del credito. Tra queste, lo ha fatto anche Poste Italiane.

Tra le truffe più grandi

“Tutto si può fare ma resta fondamentale evitare ulteriori truffe che sono tra le più grandi che questa Repubblica abbia visto”, ha detto il ministro Franco.
Il presidente dell’Agenzia delle Entrate Ruffini in precedenza aveva spiegato al Corriere della Sera come funzionano queste truffe sul Superbonus 110%.
Ruffini spiega che l’Agenzia delle Entrate ha scoperto due imprese gestite dai medesimi soggetti, che emettevano fatture false in un meccanismo circolare, a cui applicavano le comunicazioni di cessione del credito.
Con il loro meccanismo fluivano centinaia di milioni di euro, senza mai aver eretto una sola impalcatura, senza mai aver operato alcun tipo di ristrutturazione edilizia.
I lavori erano puramente inventati e fittizi. In pochi mesi, 500 milioni di euro sono fluiti dalle casse dello Stato attraverso fatture reciproche (tra le due imprese), per anticipi di lavori mai realizzati.
Gli indebiti crediti di imposta generati sono stati in seguito monetizzati presso intermediari finanziari. Una parte dei crediti è stata ceduta anche a persone fisiche compiacenti.
Una moneta fiscale, parallela all’euro, per alimentare una delle più grandi truffe ai danni della Repubblica Italiana.
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