Legge sull’amianto finita in un cassetto: l’Osservatorio nazionale denuncia 7mila morti l’anno

Amianto - Sputnik Italia, 1920, 12.02.2022
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L’ex ministro dell’Ambiente Costa (M5s) aveva nominato una commissione per produrre una relazione sulla situazione dell’amianto, dal momento che la legge del 1992 non garantisce adeguata tutela alle vittime.
La relazione era giunta in tempi record al Ministero, già a giugno 2020. A causa della pandemia e la conseguente caduta del governo nel 2021, la relazione con una proposta di legge resta nel cassetto a giacere.
Secondo il presidente dell’Osservatorio nazionale sull’amianto (Ona), “Manca la volontà politica, a qualcuno interessa più il nucleare”, ha riferito Ezio Bonanni.
Bonanni fa notare che anche nel Pnrr “non c’è quasi nulla” sull’amianto, che pure resta un materiale industriale altamente inquinante ancora presente sui tetti e capannoni industriali in molte aree semi-abbandonate dell’Italia.

“Il ministro Cingolani non ci convoca, né ci sconvoca. Della nostra bozza di riforma si son perse pure le tracce. Settemila morti l’anno, evidentemente, non bastano”, dice Bonanni a Il Fatto Quotidiano.

Viene fatto notare da Bonanni che in Italia giacciono ancora 40 milioni di tonnellate di amianto da bonificare e che nel Pnrr si fa menzione solo di un incentivo per sostituire l’amianto dai tetti delle fattorie.
Anche il Superbonus 110% non offre molte opportunità, dal momento che è incluso solo “se ristrutturi tutto”.

“Tutti micro-interventi, mentre serve una riforma strutturale che era pure già scritta, ma è finita nel nulla”, osserva Bonanni.

Il fondatore di Ona attacca, quindi, direttamente il ministro della transizione ecologica:
“Forse, lo dico col dovuto rispetto, a Cingolani sta più a cuore il nucleare”.
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