Covid, Zangrillo: "Mascherine all'aperto? Psicosi collettiva"

© Sputnik . Evgeny UtkinLe persone passeggiano per le strade del centro di Milano, indossando maschere protettive, durante la pandemia del Covid-19.
Le persone passeggiano per le strade del centro di Milano, indossando maschere protettive, durante la pandemia del Covid-19. - Sputnik Italia, 1920, 12.02.2022
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Il medico personale di Berlusconi su chi ancora indossa la mascherina in strada: "Un segno di psicosi collettiva".
Da venerdì 11 febbraio indossare la mascherina all’aperto non è più obbligatorio. Ma nelle grandi città italiane in tantissimi non si sentono ancora pronti ad abbandonare i dispositivi di protezione individuale.
Per qualcuno è indice di prudenza, altri, come il professor Alberto Zangrillo, prorettore dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano e medico personale di Silvio Berlusconi e Flavio Briatore, è qualcosa di più simile ad una “psicosi collettiva”.
“Oggi a Milano 9 persone su 10 portano ancora la mascherina all'aperto e questo, per me, non è un segno di responsabilità ma di preoccupante psicosi collettiva, figlia dell'ignoranza, della disinformazione e dell'irrazionalità", ha detto all’Adnkronos Salute.
Con l’inizio della discesa della curva epidemiologica bisogna ripartire e tornare alla normalità. Significa, spiega in un’intervista rilasciata alla stessa agenzia di stampa, “curare tutti e tornare ai valori più semplici dell'umanità, il primo dei quali è consentire al malato di vedere i propri congiunti ma, soprattutto piantarla di fare tamponi alla prima linea di febbre”.
“O ripartiamo subito e realmente o distruggiamo irreparabilmente una società, fatta di persone, imprese, attività ma soprattutto di giovani che devono tornare a vivere sognando e potendo realizzare i loro progetti", incalza il professore.
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“Responsabilità e buonsenso", insiste devono essere la Stella Polare da seguire per tornare gradualmente alla vita pre-pandemia.
"Il futuro del Paese sono i giovani, - dice - se limitiamo la loro libertà personale ne limitiamo le ambizioni e la potenzialità culturale. Mentre qualcuno speculava e si proteggeva con l'home working, migliaia di giovani nel pianeta lottavano disperatamente nel mondo del volontariato e dei servizi. Il parassitismo sociale va identificato e combattuto".

La replica di Gori: "Giusto tenerle al chiuso e nei luoghi affollati"

“La raccomandazione di tenere le mascherine e altri dispositivi di protezione individuale al chiuso e nei luoghi affollati rimane valida", puntualizza il collega Andrea Gori, primario di Malattie Infettive del Policlinico di Milano, sentito da La Repubblica.
"Oggi fortunatamente il quadro epidemiologico consente di stare senza mascherine all'aperto e di questo siamo tutti felici, ma da qua a dire che c'è una psicosi collettiva perché la gente mette ancora le mascherine all'aperto, beh, ce ne manca”, contesta il medico che chiede di “evitare gli slogan e tenere un atteggiamento scientifico, di fronte a tutto quel che è successo".
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