Ambasciatore russo in Italia: le crisi vanno e vengono, ma gli interessi nazionali restano

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Vai alla galleria fotograficaAmbasciatore Razov
Ambasciatore Razov - Sputnik Italia, 1920, 12.02.2022
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L'Italia è un partner della Russia, è sempre stata favorevole al dialogo con il nostro Paese e potrebbe fare la sua parte nella normalizzazione delle relazioni tra la Russia e l'Occidente, sostiene l'ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov.
L'ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, ha rilasciato un’intervista a RIA Novosti. in cui si è espresso sulla possibilità di una visita del premier italiano Mario Draghi a Mosca, sull’eventualità che la situazione ucraina influisca sulle attività dell’imprenditoria italiana in Russia e sulle tempistiche relative alla ripresa del turismo russo nella nostra penisola.
Versione abbreviata
L'Italia è stata per molti anni uno dei partner più vicini alla Russia in Europa. Recentemente, tuttavia, le relazioni tra la Russia e l'UE si sono deteriorate notevolmente, soprattutto dopo che i paesi occidentali hanno iniziato a parlare di "azioni aggressive" di Mosca vicino ai confini dell'Ucraina. Al contempo, il presidente russo Vladimir Putin ha osservato, durante la sua ultima conferenza stampa di dicembre, che l'Italia potrebbe svolgere un ruolo nella normalizzazione delle relazioni Russia-UE e anche attraverso i negoziati tra la Russia e la NATO.
- A Suo avviso, in che modo l’Italia potrebbe contribuire a questo processo?
- L'Italia, come membro credibile della NATO e dell'Unione Europea, potrebbe effettivamente svolgere un ruolo nella normalizzazione delle relazioni tra la Russia e l'Occidente, in primo luogo adottando approcci equilibrati e sviluppando il dialogo e i contatti, ma anche incoraggiando altri Paesi della NATO e dell'UE a fare lo stesso. Nella situazione relativa all'Ucraina, questa è la linea che l'Italia intende seguire. Vi porto alcuni esempi.
Il verbale conclusivo della recente riunione del Consiglio russo-italiano per la cooperazione economica, industriale, monetaria e finanziaria identifica la Russia e l'Italia come partner strategici. Il documento è stato sottoscritto dai co-presidenti del Consiglio, dal ministro del Commercio e dell'Industria della Federazione Russa e dal ministro degli Esteri italiano. Ricordo che 5 anni fa, quando Federica Mogherini era Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Russia fu ufficialmente negato lo status di partner dell'UE.
Negli ultimi 6 mesi sono intercorse 5 conversazioni telefoniche tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro italiano Mario Draghi. Le conversazioni sono state molto dense di contenuti e hanno registrato un interesse reciproco delle parti. Durante questi scambi i due leader hanno condiviso le proprie opinioni su questioni di attualità dell'agenda bilaterale e internazionale, compresa la situazione relativa all'Ucraina.
Sappiamo che i Paesi occidentali stanno lavorando a un nuovo pacchetto di sanzioni anti-russe. Alcuni le chiamano "infernali". È degno di nota che, nonostante questa prospettiva, il 26 gennaio di quest'anno il presidente russo abbia tenuto un incontro approfondito in videoconferenza con i rappresentanti dell’imprenditoria italiana, ossia i dirigenti delle più grandi aziende che fanno affari con la Russia. Il dialogo è stato costruttivo e interessante.
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Io sono ben lungi dal voler idealizzare la realtà, ma nelle circostanze attuali vediamo nell’Italia un partner che, anche nella difficile situazione attuale, è favorevole al mantenimento del dialogo con il nostro Paese.
- Abbiamo conferme sulle tempistiche dell'incontro in formato 2+2 tra i ministri degli Esteri e della Difesa dei nostri Paesi?
- Non sono ancora state identificate date specifiche, ma ci sono scadenze certe. La riunione dovrebbe svolgersi in Russia secondo il principio di proprietà a scalare. Si tratta di una importante piattaforma di dialogo per lo scambio di opinioni su questioni bilaterali e internazionali. Permettetemi di ricordare che tra i Paesi europei a condividere opinioni in questa piattaforma di interazioni sono la Russia, l'Italia e la Francia.
- In un recente incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e i rappresentanti dell'imprenditoria italiana si è notato che anche durante la pandemia siamo riusciti a mantenere un elevato livello di cooperazione economica. Il volume del commercio bilaterale dovrebbe superare i 30 miliardi di dollari nel 2021. Ci sono prospettive di sviluppo della cooperazione in nuove aree e settori?
- L'incontro di Vladimir Putin con i principali imprenditori italiani è stato molto denso ed è durato 2 ore e mezzo. Si è delineato un dialogo costruttivo sulle principali aree di cooperazione commerciale. La colonna portante della nostra interazione, come sapete, è la cooperazione nel settore energetico. Ancora una volta il presidente russo ha garantito ai partner italiani l'affidabilità delle forniture energetiche russe all'Italia. Ha sottolineato che a causa dei contratti a lungo termine vigenti l'Italia compra il gas russo a prezzi inferiori a quelli di mercato. Ha anche fatto notare che nel 2021 le forniture sono aumentate di 2 miliardi di metri cubi rispetto al 2020. Tra gli altri volani di crescita del fatturato commerciale bilaterale evidenzierei la localizzazione della produzione delle aziende italiane in Russia, la cooperazione industriale e la realizzazione di progetti comuni nel campo dell'energia verde.
Continua il processo di transizione dalla fornitura di prodotti made in Italy alla sempre maggiore collaborazione per la fornitura di prodotti made with Italy. Questo modello combina organicamente l'esperienza accumulata, la tecnologia delle aziende italiane e la produzione locale utilizzando risorse, lavoro e investimenti russi. Oggi più di 500 aziende italiane operano in Russia e molte di esse hanno deciso di trasferire parte della loro produzione in territorio russo. Si tratta di imprese nei campi più diversi: dalla metallurgia (Danieli Volga a Dzerzhinsk) all'industria alimentare (lo stabilimento per la produzione di marina di Barilla nella provincia di Mosca e la produzione di carne di Inalka nella provincia di Orenburg). Enel Russia, una filiale di Enel, il più grande gruppo elettrico italiano, è attiva nel settore delle energie rinnovabili nel mercato russo. Nella provincia di Rostov è già stato costruito il primo impianto eolico e sono in corso il lavori per la costruzione di parchi eolici nella provincia di Murmansk e nel Territorio di Stavropol. È in fase di sviluppo un progetto congiunto con Rusnano JSC per la produzione di idrogeno verde presso il parco eolico Kola nella regione di Murmansk.
Tra i progetti recenti più significativi figura il lancio della prima linea di lavorazione dell'impianto di trattamento del gas Amur al cui lancio ha partecipato il presidente della Federazione Russa (Sibur Holding e Maire Tecnimont) nel giugno 2021. È in progetto la costruzione un impianto per la produzione di ammoniaca a Kingisepp (nella regione di Leningrado, EuroChem MCC e Maire Tecnimont) nel 2022, una joint venture per produrre urea a Togliatti (KuibyshevAzot PJSC e MET Development S.p.A., con un investimento di circa 11 miliardi di rubli).
- L'attuale tensione legata all'Ucraina sta influenzando l'attività delle imprese italiane e la loro partecipazione ai progetti?
- Naturalmente la situazione legata all'Ucraina e le minacce di sanzioni non contribuiscono a garantire stabilità. Allo stesso tempo gli imprenditori italiani non sono inclini a perdere le nicchie che hanno costruito negli ultimi decenni sul mercato russo. Come ho già detto, abbiamo oltre 500 aziende italiane che operano in territorio russo e non hanno intenzione di chiudere la loro attività. Gli accordi esistenti continuano a trovare applicazione e si prevede la firma di nuovi contratti.
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- Si prevede che quest’anno l'Agenzia europea del farmaco prenderà in considerazione l’approvazione del vaccino russo Sputnik V in Unione europea. È ancora vivo in Italia e a San Marino l’interesse per questo farmaco russo? Continuerà la cooperazione tra gli specialisti del Centro russo Gamaleya e l'Istituto nazionale italiano di malattie infettive Spallanzani?
- San Marino è stato uno dei primi Paesi europei ad autorizzare l'uso del vaccino Sputnik V sul proprio territorio. Grazie alla consegna tempestiva del vaccino nella primavera del 2020 è stato possibile condurre una campagna di vaccinazione completa nel Paese e ridurre drasticamente l'incidenza della malattia. L'elevata efficacia del vaccino a San Marino è stata provata nella pratica. Per quanto ne so, nel 2021 le autorità del piccolo stato hanno deciso di puntare su altri farmaci per una campagna di "richiamo" con vaccini eterologhi. Tuttavia, l'interesse per lo Sputnik V rimane alto nel Paese: infatti, molti sammarinesi hanno optato anche per una terza dose di vaccino russo. Solo pochi giorni fa San Marino ha deciso di riprendere l’attività del cosiddetto "turismo vaccinale" offrendo ai cittadini stranieri di essere vaccinati con Sputnik Lite.
Per quanto riguarda l'Italia, nonostante lo Sputnik V non sia ancora certificato a livello governativo, l'interesse per il farmaco russo è molto alto. L'ambasciata riceve numerose richieste di cittadini italiani che desiderano essere vaccinati con questo siero. Purtroppo siamo costretti a seguire le norme in vigore in Italia, comprese quelle adottate a livello europeo.
Scoraggiamo fortemente la politicizzazione delle questioni di salute pubblica e dell'efficacia dello Sputnik V che è già utilizzato in più di 70 Paesi su una popolazione totale di oltre 4 miliardi. Continuiamo a sollecitare le autorità italiane competenti in merito al mutuo riconoscimento dei certificati di vaccinazione e alla registrazione ufficiale dello Sputnik V da parte delle autorità farmacologiche europee e italiane. Risolvere questo problema sarebbe senza dubbio nell'interesse dei cittadini russi e italiani.
Allo stesso tempo vorrei menzionare il lavoro che continua a essere svolto dal Centro Nazionale di Ricerca epidemiologica e microbiologica Gamaleya, nonché la cooperazione bilaterale posta in essere tra il Centro Nazionale Gamaleya e l'Istituto Nazionale italiano di Malattie Infettive Spallanzani. Gli scienziati russi si sono recati in visita a Roma già due volte per testare, insieme ai loro colleghi italiani, l'efficacia dei vaccini russi e di altri vaccini contro il coronavirus, compreso il ceppo omicron. Sul tema è stato preparato uno studio congiunto. Prevediamo di organizzare entro un anno una visita a Mosca di esperti italiani dello Spallazani.
- Storicamente i russi nutrono un grande interesse per i viaggi in Italia. C'è qualche speranza di semplificare le regole per i nostri cittadini che visitano l'Italia?
- Per il momento la Russia figura nella lista degli stati da cui è permesso entrare in Italia solo per motivi impellenti di natura sanitaria, umanitaria e di formazione. Infatti, il turismo tout courè escluso. Al contempo, però, è significativo il volume di perdite che il settore turistico italiano sta sopportando.
Prima dell'epidemia COVID-19 fino a 1 milione di turisti russi visitavano l'Italia ogni anno. Ora, secondo il recente decreto promulgato dal governo italiano, entreranno in vigore degli allenamenti alle restrizioni relative al possesso del green pass di stampo europeo per coloro che entrano in Italia dall’estero, Russia compresa. Tuttavia, non c'è ancora una risposta concreta su quando i russi potranno tornare a viaggiare in Italia per turismo. Ovviamente molto dipenderà dallo sviluppo della situazione epidemica. Vorrei ricordare che il nostro Paese ha da tempo aperto le sue frontiere ai turisti italiani. Possono rimanere in Russia senza alcuna restrizione in base alla tipologia di visto utilizzata.
Ciao, 2021!, lo spettacolo, prodotto dal conduttore televisivo russo, Ivan Urgant - Sputnik Italia, 1920, 02.01.2022
Ciao 2021! Migliori reazioni dai social al programma russo su musica pop italiana anni ‘80
- Per il secondo anno di fila il Primo canale televisivo russo (Pervy kanal) ha mandato in onda uno spettacolo di Capodanno legato all'Italia. Il programma è stato visto anche da milioni di italiani. Questa è probabilmente un'altra conferma del fatto che la cultura è una delle manifestazioni più importanti delle relazioni amichevoli tra i nostri popoli. Come valuta l'attuale livello di cooperazione culturale bilaterale e quali sono gli eventi degni di nota che possiamo aspettarci quest'anno?
- Apprezzo molto la cooperazione culturale e umanitaria tra la Russia e l'Italia. Questo è un vero caso in cui la cultura va oltre la politica. Tra i punti salienti vorrei segnalare l'allestimento di un monumento al grande scrittore e filosofo russo Dostoevsky a Firenze alla fine dell'anno scorso in relazione alla celebrazione del suo 200° anniversario. Firenze è una città che il nostro esimio connazionale visitò ripetutamente e proprio lì ebbe l’occasione di terminare il suo immortale romanzo "L’idiota".
Lo scorso settembre a Milano si è tenuto un vertice dedicato all’attività museale a cui hanno partecipato i ministri della Cultura di Russia e Italia. Questo evento ha lanciato l’iniziativa nota come l'Anno incrociato dei musei tra Russia e Italia. Nell’ambito di questa iniziativa sono previsti oltre 30 eventi, tra cui l’organizzazione di mostre e altri progetti congiunti tra i principali musei dei nostri Paesi, così come tra istituzioni culturali di piccole città.
Dall'11 al 14 febbraio, Roma, Bari, Brescia e Milano hanno ospitato un tour dell'Orchestra del Teatro Marinsky diretta da Valery Gergiev.
Le relazioni tra la Russia e l'Italia hanno profonde radici storiche e si basano sul rispetto e la simpatia reciproca e sulla vicinanza culturale e spirituale dei popoli dei due Paesi. Per quanto riguarda le puntuali relazioni della Russia con i Paesi occidentali, come si dice, le crisi vanno e vengono, ma gli interessi statali nazionali rimangono. Parto dal fatto che la Russia e l'Italia hanno interessi in gran parte simili o paralleli, il che dà motivo di sperare in un ulteriore sviluppo progressivo delle nostre relazioni.
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