Si torna nelle discoteche dall’11 febbraio, ma non tutte riapriranno: le regole

© AP Photo / Alberto PezzaliUna discoteca a Londra dopo l'allentamento delle restrizioni nel luglio 2021
Una discoteca a Londra dopo l'allentamento delle restrizioni nel luglio 2021 - Sputnik Italia, 1920, 11.02.2022
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Le discoteche sono state l’attività più massacrata dalle misure contro il coronavirus. Da oggi, 11 febbraio, riaprono i battenti, dopo lunghi mesi, e anche anni, di chiusura.
Si torna a ballare, ma non senza regole. La capienza è ridotta al 75% per i locali all’aperto e al 50% per le sale da ballo al chiuso. Una riapertura a metà quindi, e molti temono che non riapriranno più.
Il presidente della federazione che riunisce i gestori di discoteche, Maurizio Pesca, ha affermato che molti non riusciranno a riaprire: “lo farà solo chi è sopravvissuto”, mentre molti “hanno svenduto le aziende per pochi soldi”.
Non esita a dire, Pesca, che i gestori delle sale da ballo e discoteche sono “stati trattati come figli di un dio minore fino a oggi e venerdì torniamo a riappropriarci del nostro diritto al lavoro, ma non so in che modo”.

Gestori delle discoteche più che sfiduciati

Davvero si riapre? Molti gestori rimandano ancora di una settimana la riapertura, sono increduli e temono che il governo ci ripensi e li faccia chiudere di nuovo e senza preavviso. Del resto, già a fine gennaio un dpcm aveva prorogato di altri 10 giorni la riapertura.
Nessuno, ad ogni modo, ha festeggiato allo scoccare della mezzanotte. C’è poca voglia di festeggiare proprio tra chi era il professionista delle feste.
Le discoteche sopravvissute che riapriranno, le prime, lo faranno a partire da questo fine settimana.
Va ricordato che per entrare nelle sale da ballo e nelle discoteche è necessario il super green pass, quello che si ottiene soltanto con tre dosi del vaccino. La mascherina resta obbligatoria anche per ballare.
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