Scoperto l’ormone alla base dell'appetito e che stimola l’accoppiamento

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Un'ape - Sputnik Italia, 1920, 11.02.2022
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Gli scienziati dell’Università della California di San Diego studiano i moscerini da anni e ora hanno scoperto una molecola che viene rilasciata nel loro intestino dopo il pasto, capace di spostare la loro attenzione dal cibo all’accoppiamento.
Questa ricerca conferma che vi è un legame tra l’alimentazione e l’accoppiamento. Un legame antico ritrovato già negli esseri umani e in tutto il regno animale.
Mancava però un tassello, il legame fisiologico diretto tra il consumo di cibo e i comportamenti riproduttivi degli esseri umani e degli animali.
I moscerini della frutta ora svelano il loro segreto. I ricercatori hanno scoperto che una molecola rilasciata nel loro intestino, dopo aver pranzato allegramente sulla frutta, li induce altrettanto allegramente a trovarsi un partner.
L’ormone responsabile del processo sarebbe l’ormone diuretico 31, altrimenti noto come Dh31.
Questa è una molecola di segnalazione, che viene rilasciata dal tratto gastrointestinale della mosca.
Questo neuropeptide di tipo messaggero chimico, una volta osservato dai ricercatori ha aperto loro una finestra sulle comunicazioni tra intestino e cervello del moscerino.
“Abbiamo trovato il passaggio dall'alimentazione all'accoppiamento e siamo rimasti molto sorpresi dal fatto che una singola molecola avrebbe un'influenza così profonda sulle decisioni comportamentali”, ha rivelato Jing Wang, professore di Neurobiologia presso la Divisione di Scienze Biologiche della Università di California San Diego e autore dello studio, come riportato dall’Agi.
“Il nostro studio fornisce una spiegazione meccanicistica di come il neuropeptide Dh31 agisce sul cervello per cambiare la spinta motivazionale di due comportamenti evolutivamente critici”, l’alimentazione e l’accoppiamento.
Per giungere alla scoperta, l’Università di San Diego è stata supportata dall’Università della California di Santa Cruz. Insieme, le università hanno usato vari metodi di ricerca, tra cui quello genetico, l’uso della microscopia a tre fotoni e l’uso della fluorescenza imaging.
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