Covid, ecco quanto possono durare gli anticorpi nei guariti e nei vaccinati

© Sputnik . Vladimir PesnyaUna provetta con la prova del sangue per un test degli anticorpi contro COVID-19
Una provetta con la prova del sangue per un test degli anticorpi contro COVID-19 - Sputnik Italia, 1920, 11.02.2022
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Per i ricercatori dell'ospedale Amedeo di Savoia di Torino i guariti avrebbero una immunità più duratura. Ma avvertono: "I vaccini restano fondamentali".
Gli anticorpi dei guariti dal Covid potrebbero durare anni, o comunque più di quelli prodotti dal vaccino. Questo non significa che è meglio infettarsi che vaccinarsi, visto che il vaccino è l’unica arma attualmente in campo per prevenire la malattia grave e considerato i più giovani non sono immuni dal rischio di finire in terapia intensiva o di sviluppare conseguenze fatali.
La differenza, come ha spiegato a La Stampa Giovanni Di Pierri, responsabile del Reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, sta nella “ampiezza della risposta anticorpale”. Il sistema immunitario di chi si ammala, ha spiegato il virologo, ha una “visione globale” del virus, mentre il vaccino stimola la risposta anticorpale soltanto in parte.
Per questo chi ha avuto il Covid e poi si è vaccinato potrebbe aver sviluppato una memoria immunitaria che può rimanere efficace per anni.
Uno studio cinese dell’Università di Scienza e Tecnologia di Shenzhen, ricorda Il Giornale, ha mostrato come è comune reinfettarsi con i coronavirus umani da un anno all’altro. Si tratta del classico raffreddore stagionale. Quelli che possono causare patologie più gravi, come Sars e Mers, invece, innescherebbero una reazione più importante, che può estendere la durata degli anticorpi fino a tre anni.
Tampone Covid - Sputnik Italia, 1920, 11.02.2022
Covid, da sangue e saliva si può prevedere quanto sarà grave la malattia

Per il Covid non ci sono dati definitivi, ma secondo lo stesso studio il massimo della protezione per chi ha contratto l’infezione ci sarebbe dopo tre mesi. Poi il livello di anticorpi tende a decrescere fino a stabilizzarsi.

In alcuni casi, però, soprattutto negli asintomatici e nelle persone che hanno contratto il virus con sintomi lievi, dopo un anno non c’era più traccia della protezione.
La sfida per il futuro, secondo gli esperti, è quindi quella di riuscire a identificare, attraverso la genetica e la medicina di precisione chi detiene una sorta di immunità innata contro il virus. E viceversa, chi è più soggetto a sviluppare la malattia grave per intervenire tempestivamente con la terapia adeguata.
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