Confonde 'Gestapo' con 'gazpacho', il lapsus della deputata americana diventa virale

© AFP 2022Marjorie Taylor Greene
Marjorie Taylor Greene - Sputnik Italia, 1920, 11.02.2022
Seguici suTelegram
La repubblicana Marjorie Taylor Greene, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della Georgia dallo scorso anno, mercoledì scorso ha fatto un discorso che è divenuto virale a livello mondiale, ma non tanto per i contenuti e le invettive, che pure non mancavano, quanto per un lapsus clamoroso, di cui i social sono andati ghiotti.
Durante un'intervista al podcast Real America with Dan Bal, la politica e imprenditrice, profonda sostenitrice di Trump, si è infervorata contro la commissione d'inchiesta, che indaga sulla rivolta del Campidoglio del 6 gennaio, e in particolare sulla Presidente della Camera Nancy Pelosi, rea, lei ritiene, di spiare qualsiasi sospetto, persino i deputati, facendo un parallelo un po’ estremo con la Geheime Staatspolizei, cioè la temibile Polizia segreta nazista, meglio nota come Gestapo.
Solo che invece di Gestapo, la politica ha parlato di gazpacho, che è una zuppa spagnola fredda a base di verdure.
Durante l'intervista, la Greene ha definito il carcere del Distretto di Columbia il "D.C. Gulag", per poi aggiungere: "... ora abbiamo la polizia gazpacho della Nancy Pelosi che spia i membri del Congresso, spia il lavoro legislativo che svolgiamo, spia i cittadini americani che vogliono venire a parlare con i loro rappresentanti".
Come prevedibile, il lapsus è andato a ruba sui social, con un fioccare di battute ironiche tutt’ora incessante, tanto che alla stessa Greene non è rimasto che sdrammatizzare, ironizzando: “Niente zuppa per chi spia illegalmente i membri del Congresso, ma verranno gettati nel gulash", facendo un altro ghiotto gioco di parole coi termini Gulag (i campi di concentramento sovietici) e gulash (altra famosa zuppa tipica dell'Ungheria, questa volta di manzo).

Lapsus a parte

Lapsus a parte, l'attacco che la Greene cercava di lanciare contro la Pelosi è tutt’altro che risibile e fa riferimento alle affermazioni, avanzate da più repubblicani, secondo cui la polizia del Campidoglio degli Stati Uniti agli ordini della Pelosi starebbe spiando i legislatori, come parte delle indagini in corso il 6 gennaio.
La Greene è anche nota per avere sostenuto la teoria del complotto QAnon, secondo il quale esisterebbe una trama segreta organizzata da un Deep State che avrebbe agito, tra gli altri, contro l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i suoi sostenitori.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала