USA e GB evacuano personale dalle ambasciate in Ucraina, Lavrov: forse hanno in mente qualcosa

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Ambasciata del Regno Unito a Kiev - Sputnik Italia, 1920, 10.02.2022
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Sia gli Stati Uniti che il Regno Unito hanno rimpatriato alcuni membri del personale dell'Ambasciata e i membri delle loro famiglie, per la presunta "minaccia" d'invasione da parte della Russia.
Washington e Londra potrebbero avere in mente qualcosa, se stanno evacuando il personale dalle loro ambasciate in Ucraina, ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, dopo i colloqui con il capo della diplomazia britannica Liz Truss.
"Probabilmente anche noi consiglieremo al personale non essenziale delle nostre istituzioni diplomatiche di fare ritorno in patria per un po'," ha proseguito Lavrov, commentando le azioni di Stati Uniti e Regno Unito.
Sia Washington che Londra hanno evacuato alcuni membri del personale dell'ambasciata dall'Ucraina. Il Regno Unito ha affermato di aver preso questa decisione per la "crescente minaccia" presumibilmente proveniente dalla Russia, mentre gli Stati Uniti hanno spiegato che il ritorno in patria dei familiari dei propri diplomatici è avvenuto "per un eccesso di cautela", alla luce delle tensioni sull'Ucraina.
Durante le sue osservazioni odierne, Lavrov ha sottolineato che la Russia non vuole minacciare nessuno, ma è proprio Mosca ad essere minacciata.
"Guardate le nostre dichiarazioni pubbliche, non una singola minaccia da nessuna parte", ha sottolineato Lavrov. "Ci minacciano".
Lavrov ha inoltre affermato come sia "deplorevole" che le richieste alla Russia di ritirare le proprie truppe dal proprio territorio continuino ad arrivare anche durante i colloqui con la sua controparte britannica Liz Truss.
Il capo della diplomazia di Mosca ha inoltre affrontato le affermazioni secondo cui Mosca cercherebbe di promuovere un governo fantoccio "filo-russo" in Ucraina, affermando che queste accuse sono in linea con la moltitudine di accuse mosse dall'Occidente, che si basano sulla formulazione del "molto probabile".

Sicurezza in bilico

L'Occidente continua ad accusare la Russia di "ammassare le truppe" vicino al confine con l'Ucraina e afferma che Mosca intende "invadere" il suo vicino. La Russia ha più volte sottolineato di non minacciare nessuno e che le affermazioni d'"invasione" sono a dir poco provocazioni.
Allo stesso tempo, il rafforzamento militare della Nato nell'Europa orientale, sullo sfondo della presunta "invasione", solleva preoccupazioni per la sicurezza a Mosca, ha sottolineato il Cremlino, che chiede che l'Occidente fornisca garanzie legali, affinché l'Alleanza Atlantica non si espanda verso est o non dispieghi armi offensive in Europa orientale.
Nel corso delle ultime settimane, la Russia ed i Paesi occidentali sono stati impegnati in un teso dialogo sulla sicurezza.
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A sua volta, la UE ha inviato la sua risposta alla richiesta russa relativa all'indivisibilità della sicurezza, alla luce della riluttanza occidentale di rinunciare alla politica della "porta aperta". Lavrov tuttavia ha affermato oggi che ogni Paese dovrebbe fornire la sua risposta, invece di creare una "risposta collettiva" a livello europeo, altrimenti il ​​dialogo potrebbe fallire.
"Come ho sentito, invece di risposte chiare da parte di ogni Paese, l'Unione Europea vuole scrivere un documento collettivo, dove verranno livellate tutte le sfumature delle posizioni nazionali. Sono convinto che in questo caso non potremo parlare. Poi probabilmente penseremo a come uscire da questa situazione", ha detto Lavrov in conferenza stampa.
Rispondendo alle richieste della Russia, la Nato e gli Stati Uniti continuano a insistere sul fatto che l'alleanza non si allontanerà dalla sua politica della "porta aperta" e che l'Ucraina è libera di scegliere la sua politica di difesa.
Liz Truss, a sua volta, ha affermato oggi che dovrebbero essere condotti ulteriori colloqui sulla sicurezza tra Russia e Occidente e che la Nato "ha messo sul tavolo delle proposte". Ha anche affermato che nessun Paese minaccia la sicurezza della Russia.
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