Rientra in Italia il boss Gammino, uno dei latitanti più pericolosi

© Sputnik . Leonardo ToloneseSpagna, Madrid
Spagna, Madrid - Sputnik Italia, 1920, 10.02.2022
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Evaso dal carcere di Rebibbia 20 anni fa, il latitante Gioacchino Gammino sta per rientrare in Italia. Il boss mafioso della “Stidda” siciliana rientra in patria, dopo il via libera dato dalle autorità giudiziarie spagnole, dando così esecuzione al mandato di arresto europeo emesso dalla magistratura italiana il 29 maggio del 2014.
La consegna di Gammino alle patrie galere viene salutata come un successo, ottenuto grazie alla collaborazione tra le autorità giudiziarie di Spagna e Italia.
L’arrivo di Gioacchino Gammino è previsto all’aeroporto di Fiumicino per venerdì 11 febbraio.
Gammino si era già rifugiato in Spagna nel 1998, per sfuggire al mandato di cattura per l’omicidio commesso il 29 agosto del 1989, quando un commando uccise a Campobello di Licata un passante scambiato per un mafioso, ma che tale non era.

Chi è Giocacchino Gammino?

Considerato tra i 20 latitanti più pericolosi d’Italia, Gioacchino Gammino, 61 anni, era considerato da Giovanni Falcone il collante tra alcuni gruppi mafiosi che avevano messo le radici in Lombardia già negli anni '80.
Lunga la lista dei reati commessi da Gammino, si va dal traffico illecito di stupefacenti all’omicidio, all’associazione di tipo mafioso.
È ritenuto essere un membro affiliato della famiglia degli Incaglio di Campobello di Licata (Agrigento). Negli anni '90 gli Incaglio si unirono con la Stidda di Caltanissetta e ingaggiarono una guerra contro Cosa nostra.
Il primo a incriminarlo nel 1984 fu Giovanni Falcone, incarcerato a seguito del maxi-processo alla mafia, venne indagato nel 1995 e raggiunto da un'ordinanza di arresto in carcere per associazione mafiosa per omicidio aggravato.
Resosi latitante, era stato catturato alla fine degli anni ‘90 a Barcellona. Rimpatriato, era riuscito a evadere nel 2002 dal carcere di Rebibbia, per riparare di nuovo in Spagna, da dove verrà di nuovo estradato.
L’arresto è avvenuto a dicembre 2021, grazie alle immagini di Google Street View, passate al setaccio dalle forze di polizia italiane. In una'immagine, lo si vede immortalato all’esterno di un'attività commerciale.
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