Libia, Fathi Bashaga nominato premier ma l'ONU continua a riconoscere Dbeiba

© Sputnik . Andrey Stenin / Vai alla galleria fotograficaLa situazione in Libia
La situazione in Libia - Sputnik Italia, 1920, 10.02.2022
Seguici suTelegram
Il Parlamento di Tobruk ha votato Fathi Bashaga come premier in alternativa all'attuale capo del governo Abdel Hamid Dbeiba.
In Libia è di fatto ritornata una forma di governo duale. Il parlamento di Tobruk ha votato come premier l'ex ministro degli Interni Fathi Bashaga, tuttavia il capo del governo in carica Abdel Hamid Dbeiba non vuole rinunciare al suo incarico. Si aggrava così la frattura tra potere esecutivo e legislativo, con i parlamentari che sostanzialmente agiscono in modo indipendente, dopo aver votato a favore degli emendamenti alla dichiarazione costituzionale parallelamente all'elezione di Bashaga.
Il premier in carica Abdel Hamid Dbeiba ha fatto sapere di voler continuare a lavorare con il Consiglio di Stato della Libia, di fatto la camera alta del Parlamento con sede a Tripoli.
L'elezione di Bashaga è stata velocizzata dal ritiro improvviso del candidato rivale Khaled Al-Bibas, che successivamente via stampa ha smentito il passo indietro. Il contesto della politica libica è teso ed esplosivo e su di esso grava lo spettro di una nuova stagione di attentati e violenza.
Questa mattina il ministero dell'Interno ha affermato che il convoglio del premier Abdel Hamid Dbeiba è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco. Dbeiba è rimasto illeso e il commando dell'attacco si è dileguato. Per il ministero si è trattato di un "atto criminale" e ha annunciato l'apertura di un'indagine.

L'ONU continua a riconoscere Dbeiba

Intanto, alla luce degli ultimi eventi, l'ONU ha reso noto di continuare a sostenere Abdelhamid Dbeibah come premier della Libia.
E' quanto affermato dal portavoce del Palazzo di Vetro Stephane Dujarric l'elezione a capo del governo di Fathi Bashaga
Alla domanda se le Nazioni Unite continuino a riconoscere Dbeibah come primo ministro ad interim, il portavoce ha risposto: "Sì".
Gli ultimi eventi allontanano pertanto lo svolgimento di elezioni libere e democratiche nel Paese, su cui aveva lavorato attivamente l'Italia a partire dallo scorso autunno: per Roma la stabilità in Libia significa arginare l'immigrazione clandestina, ma gli ultimi sviluppi non promettono nulla di buono all'orizzonte sotto questo punto di vista.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала