I talebani starebbero cercando antichi tesori nel sito dell'UNESCO che hanno distrutto nel 2001

© AP Photo / Zaheeruddin AbdullahБамианские статуи Будды, Афганистан,1997 год
Бамианские статуи Будды, Афганистан,1997 год  - Sputnik Italia, 1920, 10.02.2022
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I talebani, che hanno sconvolto e inorridito archeologi e storici di tutto il mondo nel 2001, quando hanno demolito i Buddha di Bamiyan, una coppia di statue monumentali risalenti al VI secolo d.C., secondo quanto riferito, starebbero nuovamente minacciando ciò che resta del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Secondo quanto riferito, il mullah Abdullah Sarhadi, nominato recentemente governatore talebano di Bamiyan, in Afghanistan, ha chiuso ai turisti l'area circostante i resti dei Buddha di Bamiyan e ha allestito degli scavi alla ricerca di antichi tesori che si dice siano sepolti lì.
Gli abitanti del luogo hanno informato l'Artnet News che il sito archeologico, precedentemente accessibile ai visitatori al costo di 5 dollari a persona, è stato chiuso da metà gennaio e che il governatore Sarhadi avrebbe ignorato gli ordini delle autorità talebane di Kabul di smettere di scavare.
Hamid Naweed, uno storico dell'arte locale, ha detto che Sarhadi potrebbe essere alla ricerca di antichi tesori, come quelli trovati nelle tombe di Tillya Tepe alla fine degli anni '70.

"Secondo alcune voci, forse è esistita una principessa che fu sepolta a Bamiyan insieme a tutti i suoi gioielli, ma [questa voce - ndr] non è stata confermata da nessun archeologo", ha detto Naweed, ex professore all'Università di Kabul e specialista dei Buddha di Bamiyan.

Naweed è fiducioso che i cacciatori di tesori non troveranno nulla. “Non abbiamo idea di chi abbia messo questa idea di un tesoro sepolto nella mente del governatore, ma non ha né il diritto né le conoscenze archeologiche per fare scavi, in modo anche ben poco professionale, in ​​un luogo che è sotto la tutela dell'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità", ha affermato lo storico dell'arte.
Si dice che gli scavi siano effettuati in due luoghi: sotto i resti del Buddha occidentale, alto 55 metri, e nelle tombe vicine. I media locali hanno anche pubblicato rapporti contrastanti sui lavoratori che effettuano gli scavi, alcuni affermano che potrebbero non essere afghani, ma piuttosto pakistani.
Il governatore Sarhadi è una figura talebana di spicco nella provincia di Bamiyan, la sua autorità risale al primo regno del gruppo militante sull'Afghanistan tra il 1996 e il 2001, quando ha servito come comandante delle forze speciali talebane. Sarhadi era stato anche rinchiuso nella struttura di detenzione illegale degli Stati Uniti di Guantanamo Bay, a Cuba, tra il 2006 e il 2012, e successivamente rilasciato, nonostante i sospetti che avesse commesso crimini di guerra. È stato nominato governatore della provincia di Bamiyan nel novembre 2021.
Da quel momento, i media hanno riferito di atti di vandalismo perpetrati nel sito e pubblicato filmati di combattenti talebani a protezione dell'area, che però utilizzano i resti del sito dell'UNESCO come tiro al bersaglio.
Naweed e altri studiosi afgani hanno scritto diverse lettere all'UNESCO, esortandolo ad agire per fermare l'ulteriore saccheggio delle rovine del sito archeologico.
La direzione locale dell'informazione e della cultura dei talebani* ha assicurato che tutti gli scavi, all'interno e intorno ai siti, sono stati fermati e i siti storici sono "sotto controllo" e "protetti". Tuttavia, altri rapporti suggeriscono che ai funzionari talebani di Kabul è stato negato l'accesso all'area.
I Buddha di Bamiyan furono distrutti dai talebani nel marzo del 2001, che li consideravano “idoli” e “dèi degli infedeli”. La loro distruzione ha lasciato solo le cavità dove un tempo sorgevano le statue monumentali, costruite tra il VI e il VII secolo d.C. La loro distruzione ha suscitato clamore nella comunità internazionale.
*Organizzazione soggetta a sanzioni delle Nazioni Unite per attività terroristiche
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