Eutanasia, rinviato alla prossima settimana l'esame della proposta di legge

© AP Photo / Andrew MedichiniIl governo agirà per sostenere la ripresa evitando aumento del prelievo fiscale e rilanciando gli investimenti
Il governo agirà per sostenere la ripresa evitando aumento del prelievo fiscale e rilanciando gli investimenti - Sputnik Italia, 1920, 10.02.2022
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Caos alla Camera e il vicepresidente Rampelli urla: "Chi non è interessato esca fuori dall'aula".
È stato rimandato alla prossima settimana, su richiesta del relatore, il deputato del M5S Nicola Provenza, il dibattito sulla proposta di legge sul fine vita. Tra i contrari al rinvio, i deputati di Fratelli d’Italia e Alternativa c’è. In particolare, il partito di Giorgia Meloni accusa i promotori del disegno di legge di voler “contingentare i tempi” per “mettere il bavaglio" al dibattito. A formulare l’accusa in aula alla Camera è la deputata Maria Teresa Bellucci.
Gli emendamenti presentati sono stati oltre 200, non soltanto da parte del centrodestra, ma anche dei radicali di +Europa, che contestano alcuni passaggi del testo. Tra questi c’è quella dell’introduzione, dopo una mediazione tra le forze politiche, dell’obiezione di coscienza per medici e personale sanitario.

Il testo della pdl sul fine vita

Il testo della proposta di legge introduce la facoltà per i malati affetti da patologie irreversibili di poter porre fine alla propria esistenza, usufruendo dell’assistenza medica fornita dal sistema sanitario nazionale.
Tra le condizioni per formulare la richiesta ci sono la maggiore età, la capacità di intendere e di volere, l’informazione adeguata e il precedente coinvolgimento in un percorso di cure palliative. Inoltre, il paziente deve necessariamente essere affetto da una patologia irreversibile, che causa sofferenze intollerabili, oppure essere tenuto in vita da trattamenti sanitari di sostegno vitale. L'iter, come spiega l’agenzia Agi, può essere interrotto in qualunque momento, nel caso in cui insorgano ripensamenti.
Il suicidio assistito può essere praticato a casa del paziente o in una struttura ospedaliera. La morte per suicidio assistito, inoltre, secondo il testo del ddl, dovrà essere equiparata alla morte per cause naturali.
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Obiezione di coscienza per medici e sanitari

Tra le novità introdotte nel testo arrivato alla Camera c’è quella dell’obiezione di coscienza per i medici. Un punto, questo, contestato dai radicali, che mettono in guardia su come questa possibilità rischi di bloccare o rallentare le procedure, come viene denunciato in qualche caso per l'interruzione di gravidanza.
Il personale medico e sanitario che dà corso alla procedura di morte volontaria non sarà invece punibile per le condotte di istigazione al suicidio e omissione di soccorso, punite con gli articoli 580 e 593 del codice penale. La norma, infine, si applicherebbe anche in maniera retroattiva a chi in passato è stato condannato per “aver agevolato in qualsiasi modo la morte volontaria medicalmente assistita”.

Rampelli urla in aula: "Chi non è interessato esca"

Sempre ieri, durante la discussione, il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, è dovuto intervenire, alzando la voce per fare un appello all’ordine.
“Vorrei evitare di interrompere continuamente l’oratore per richiamare l’aula al silenzio. – ha detto rivolgendosi ai colleghi - Questione che mi è stata posta dai diretti interessati ma anche dai deputati che vogliono ascoltare questo delicato dibattito che ricordo attiene a ‘morte volontaria medicalmente assistita’”.
“Chi non è interessato – ha concluso urlando – molto semplicemente esca fuori dall’aula”.
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