Amministrative 2022, inizia il ‘Risiko’ delle intese: 25 capoluoghi vanno al voto

© Sputnik . Danilo Garsia di Meo / Vai alla galleria fotograficaElezioni Politiche 2018
Elezioni Politiche 2018 - Sputnik Italia, 1920, 10.02.2022
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Tra capoluoghi di regione e capoluoghi di provincia, sono ben 25 le città i cui cittadini sono chiamati al voto alle amministrative 2022.
Tra le grandi città ci sono Palermo, Genova, Verona, Parma, Padova, L’Aquila, Catanzaro, ma anche le elezioni regionali in Sicilia.
La data per le amministrative 2022 non è stata ancora decisa, ma non si svolgeranno in autunno, come avvenuto negli ultimi due anni, per via della pandemia. Il Ministero dell’Interno valuta una data tra il 15 di aprile e il 15 di giugno.
Plausibile che si scelga di votare a ridosso del termine delle lezioni scolastiche e prima dell’inizio degli esami di Stato, da un lato per non bloccare ulteriormente le lezioni e dall’altra per votare in condizioni meteo estive, che sono meno favorevoli alla propagazione del virus pandemico.
Al voto sono chiamate anche le città di Monza, Lucca, Lodi, La Spezia, Oristano, Gorizia, Rieti, Taranto, Viterbo, Piacenza, Pistoia e altre. Si comprende come ci sia in ballo il controllo politico di città importanti, inoltre, sotto il profilo strettamente politico, i cittadini chiamati al voto sono tanti e questo sarà un banco di prova importante per i partiti. Un vero “stress test” per la tenuta anche del governo.

Elezioni amministrative 2022, poche idee chiare

Se a Genova il sindaco uscente Marco Bucci è già in campo e dato come favorito, in altre città italiane le certezze sono poche.
Verona potrebbe avere un sindaco calciatore, è Damiano Tommasi, candidato del centrosinistra. Ma Flavio Tosi, già ex sindaco ed ex Lega, non demorde e vorrebbe tentare il ritorno alla carica di primo cittadino. Qui il sindaco uscente Federico Sboarina ci riprova, ma non con il vessillo della Lega, bensì con quello di Fratelli d’Italia.
La città di Parma deve scegliersi il successore di Federico Pizzarotti, uno dei primissimi ex Movimento 5 Stelle, ma che tanto è piaciuto ai cittadini del capoluogo di provincia, tanto da averlo riconfermato. Sui candidati non vi è certezza, si fanno nomi ma le liste sono aperte.
A L’Aquila, il sindaco uscente Pierluigi Biondi si ricandida, eletto con Fratelli d’Italia, prova a conquistare il secondo mandato consecutivo. Qui il centrosinistra è indeciso sul nome da schierargli contro.
Fine dei giochi per il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, già eletto per due volte consecutive; dovrà restare a guardare mentre il centrodestra e il centrosinistra sceglieranno dei candidati alternativi, ma anche qui i partiti navigano in alto mare.
A Palermo, Leoluca Orlando si è portato avanti e al Partito Democratico ha chiesto le primarie per scegliere il suo successore. Lui ha terminato i suoi due mandati. Qui M5s e resto del centrosinistra sono più coesi che a Roma e troveranno presto un candidato. Nel centrodestra tutto dipenderà da quanto accadrà ai vertici tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Difficile, comunque, pensarli separati alle amministrative 2022.
Si vota anche per sostituire Nello Musumeci alla guida della Regione Siciliana, la sua esperienza alla guida della regione pareva preclusa e invece Fratelli d’Italia forse ha trovato il modo di ricandidarlo. Il sindaco di Messina, Cateno De Luca, è però pronto a candidarsi alla guida della Sicilia. Il centrosinistra probabilmente si affiderà alle primarie.
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