Tre uomini paralizzati tornano a camminare grazie ad un impianto nella spina dorsale

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Sedia a rotelle - Sputnik Italia, 1920, 09.02.2022
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Grazie a impianti realizzati al Politecnico di Losanna, in Svizzera, tre uomini paralizzati, tra questi un italiano, si sono alzati dalla sedia a rotelle e sono potuti tornare non solo a camminare, ma anche a pedalare e nuotare. Il sistema, pur se ancora da implementare e migliorare, offre una grande speranza a tutti i pazienti con lesioni spinali.
"Ho avuto un incidente con la moto”, racconta il trentenne italiano Michel Roccati, uno dei tre che grazie a questa nuova tecnica, dopo anni, è tornato a camminare, “un animale mi ha tagliato la strada, ho capito subito che era capitato qualcosa di grave perché tentavo di muovere le gambe, spostarmi, ma non potevo fare nulla. Ho sempre provato a risolvere questo problema, non mi sono mai arreso”.
Dopo l’intervento, ora Roccati ha spiegato che si allena costantemente per migliorare le sue prestazioni, sia in durata che in qualità del movimento.
“Adesso mi alleno due ore al giorno, sto cercando di migliorare la qualità del passo, renderlo più fluido, più rapido. Al momento riesco a fare mezzo chilometro ma voglio arrivare ad un chilometro, magari già per quest'estate”, ha detto.

Come funziona?

L’interruzione del midollo spinale impedisce al segnale che parte dal cervello di arrivare ad attivare i muscoli che dovrebbero eseguire il movimento richiesto. Tuttavia, al di sotto della frattura, il midollo rimane intatto. L’escamotage studiato dagli scienziati è stato quello di inserire una sequenza di elettrodi tra midollo e spina dorsale, collegata ad un sistema di trasmissione esterno. Invece del cervello, è al momento un tablet (ma potrebbe essere domani uno smartphone o un dispositivo di ancora più immediata fruibilità) a trasmette l’impulso alla zona dell’elettrodo dove si trova la porzione di midollo responsabile del movimento desiderato.
Se, quindi, il cervello non può arrivare direttamente ad ordinare il movimento che si trova al di sotto della zona del midollo lesionata, può tuttavia ordinare quello stesso movimento al dispositivo, che, attraverso l’elettrodo impiantato, ritrasmetterà quello stesso ordine.
Naturalmente, in questa fase il movimento non potrà certo essere fluido come in condizioni normali, ma il fatto stesso che dei pazienti paralizzati possano stare in piedi e iniziare a muoversi dimostra che questa strada è percorribile, come si evince dallo studio pubblicato su Nature, e può donare a tutti i paraplegici del mondo speranza. Cosa già di per sé preziosissima.
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