‘Rapimento’ di bambini musulmani: autorità svedesi prese di mira da social media arabi

© AFP 2022 / Aamir QURESHIМолитва по случаю праздника Ид аль-Фитр, знаменующего конец священного месяца Рамадан, в храме Эйдгах Шариф в Равалпинди
Молитва по случаю праздника Ид аль-Фитр, знаменующего конец священного месяца Рамадан, в храме Эйдгах Шариф в Равалпинди - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2022
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La pratica scandinava di dare in affido o ai servizi sociali i bambini provenienti da famiglie valutate disagiate, che spesso sono immigrate, ha scatenato la rabbia dei social media arabi, a cui le autorità svedesi hanno reagito definendo le accuse infondate e frutto di apposita campagna di disinformazione e diffamatoria.
Ogni anno, circa 8.000 bambini in Svezia vengono accuditi dai servizi sociali, quando questi stabiliscono che le famiglie di origine non sono in grado ad accudirli, con chiaro sovradimensionamento dei bambini provenienti da famiglie di immigrati, a loro volta per la maggior parte di fede musulmana.
Questa pratica, in Scandinavia consueta, ha scatenato una campagna sui social arabi, sui quali è stata definita “rapimento di bambini” da parte delle autorità. Il governo svedese, visto il montare delle polemiche, è stato costretto ad intervenire a propria difesa.
Secondo l'Agenzia svedese per la difesa psicologica, la campagna è ampia e presenta minacce di violenza e di atti terroristici nei campi dei commenti.
Secondo quanto riferito, la campagna sarebbe iniziata a fine dicembre sui canali di lingua araba, per un totale di milioni di follower. Secondo le autorità, l'intento di tali attività sarebbe quello di sminuire la Svezia e dipingerla in una luce negativa.
"Si tratta di canali che arrivano fino a 17 milioni di follower, una diffusione potenzialmente molto maggiore dell'intera popolazione svedese (poco più di 10 milioni)", ha detto all'emittente nazionale SVT Mikael Tofvesson, direttore operativo dell'Agenzia svedese per la difesa psicologica.
Da allora sia i comuni svedesi che i servizi sociali sono stati attaccati da account collegati a organizzazioni definite islamiste violente e che affermano che le autorità svedesi avrebbero "rapito" bambini musulmani dai loro genitori.
I comuni e le autorità di tutta la Svezia sono stati avvisati della campagna in corso. L'Agenzia svedese per la difesa psicologica ha lanciato misure in collaborazione con alcune autorità per rispondere alla campagna, senza entrare nei dettagli.
Secondo l'agenzia, le menti dietro la campagna si stanno adattando alle misure. Da quando l'Istituto svedese, un'agenzia statale che promuove l'immagine della Svezia all'estero, ha risposto alla diffusione di false informazioni nei media di lingua araba, i messaggi sono diventati ancora più seri e la campagna è cresciuta in forza.
L'emittente nazionale SVT ha individuato in “falsi” filmati di bambini che piangono e che affermano di essere stati rapiti dalle autorità svedesi il fulcro della campagna. Secondo Tofvesson, dell'Agenzia svedese per la difesa psicologica, ci sono state false interpretazioni di casi in cui i bambini sono stati accuditi in conformità con la legge o la polizia è dovuta intervenire.
Allo stesso tempo, lunedì, circa un centinaio di genitori musulmani che hanno avuto i loro figli accuditi con la forza dai servizi sociali hanno tenuto una manifestazione davanti al parlamento svedese, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fria Tider, cantando slogan quali "Vogliamo indietro i nostri figli", pur mantenendo contegno pacifico e dissociandosi dalle minacce dei social.
Negli ultimi anni, anche il Barnevernet, il servizio sociale norvegese è stato aspramente criticato in tutto il mondo con l’accusa di "rapimento legale" di bambini "senza fondamento" e di gestire un'attività redditizia, con decine di casi arrivati all’esame della Corte europea dei diritti dell'uomo.
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