Perù, il Presidente Pedro Castillo denuncia tentativi di colpo di Stato

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Pedro Castillo, Presidente Perù - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2022
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Il Presidente del Perù, Pedro Castillo, ha denunciato che contro di lui vengono orchestrati tentativi di colpo di Stato, nel bel mezzo della grave crisi politica che sta attraversando l'Esecutivo.
"Visto quanto affermato da alcuni ex-funzionari, rifiuto categoricamente alcune teorie sull'interferenza del mio fidato team nel processo decisionale. Le loro affermazioni sono, in tutti i loro estremi, false. Sin dall'inizio della mia amministrazione, sono stato rispettoso delle decisioni dei ministri, ma denuncio anche i tentativi di colpo di Stato, che da questa settimana vengono orchestrati con più forza", ha detto Castillo in un comunicato diffuso attraverso il suo account Twitter.
Il 4 febbraio, il capo dello Stato ha annunciato il cambio del suo primo ministro, Héctor Valer, e degli altri membri del gabinetto ministeriale, ad appena quattro giorni dalla loro nomina.
La nomina del gabinetto di Valer è stata duramente messa in discussione da settori politici e cittadini, quando si è scoperto che il primo ministro aveva denunce per violenze domestiche, oltre ad essere indagato per corruzione.
Oltre a Valer, anche altri ministri sono stati duramente criticati. Si ritiene che questi non siano preparati a svolgere gli incarichi da assolvere e che siano stati eletti solo perchè fanno parte dell'entourage dell presidente Castillo.
Tutto ciò ha portato a tali pressioni, da convincere il Presidente a decidere di cambiare l'intero gabinetto.
Nei giorni precedenti al ​​cambio di governo, l'ex segretario presidenziale Carlos Jaico, così come l'ex-ministro dell'Interno Avelino Guillén, ha dichiarato che Castillo avesse un "gabinetto ombra", riferendosi alla sua squadra di consiglieri, e che questo sarebbe il veri responsabile delle dirigenza politica del governo, piuttosto che i ministri ufficialmente incaricati.
Dall'inizio di questa crisi nell'Esecutivo, i gruppi d'opposizione hanno affermato che il capo dello Stato dovrebbe dimettersi per una presunta mancanza di preparazione o perché moralmente incapace di esercitare la più alta leadership del Paese.
"Il mio impegno rimane in vigore e più forte che mai fino al 28 luglio 2026 [fine del mandato presidenziale]. Mi rattrista che i gruppi di potere promuovano sistematicamente una defezione presidenziale non necessaria. Se davvero ci tengono al Perù, chiedano piuttosto unità e governabilità", Castillo ha aggiunto nella sua dichiarazione.
Allo stesso modo, il presidente ha affermato che convocherà un nuovo gabinetto "a base ampia", che assicuri la partecipazione di diversi settori politici e cittadini.
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