M5S decapitato, Conte: “Resto il leader e si andrà a un nuovo voto”

© Foto : Giuseppe Conte FacebookGiuseppe Conte al presidio GKN a Campi Bisenzio
Giuseppe Conte al presidio GKN a Campi Bisenzio - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2022
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Il numero uno del Movimento reagisce dopo la sospensione dello statuto che ha decretato la sua elezione, deciso da un tribunale di Napoli.
Un fulmine a ciel sereno, che ha causato un nuovo scossone nel Movimento 5 stelle. Dopo l’annuncio della decisione di un tribunale civile di Napoli di sospendere le modifiche allo statuto che ha di fatto portato all’elezione di Giuseppe Conte alla guida del Movimento, è lo stesso ex premier che rilancia.
“La mia leadership nel M5S non dipende dalle carte bollate, si basa ed è fondata sulla profonda condivisione di princìpi e valori”.
Queste le parole, dopo un incontro convocato in tutta fretta con l’ex reggente Vito Crimi.
“Si andrà a nuove modifiche e a un nuovo voto”, aggiunge.
E poi, in serata, a Otto e mezzo spiega la strategia: “Alla sospensione si risponde con un bagno di democrazia. Erano già in programma delle modifiche dello statuto, si aggiungerà una ratifica da parte di tutti gli iscritti, anche quelli da meno di sei mesi, senza aspettare i tempi di un giudizio processuale”.
Giuseppe Conte incontra la stampa  - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2022
Tegola sul M5S, il tribunale di Napoli sospende l’elezione di Conte
Intanto, la palla è di fatto nelle mani di Beppe Grillo. Essendo tornato in vigore il vecchio statuto del febbraio 2021, sta a lui, come garante, indire nuove consultazioni e forse addirittura sulla piattaforma Rousseau.

Il ricorso: siamo delusi

La decisione del tribunale civile di Napoli è arrivata ieri, dopo il reclamo di tre iscritti partenopei, Liliana Coppola, Renato Delle Donne e Steven Hutchinson, assistiti dall’avvocato Lorenzo Borrè.
“Noi non stiamo né con Conte né con Di Maio. Siamo solo delusi”, hanno spiegato.
I tre rappresentano diverse centinaia di iscritti che avevano reagito all’esclusione dal voto dello scorso agosto, che aveva decretato l’elezione di Conte.
Quella decisione, che non aveva consentito a un terzo di iscritti (quelli da meno di sei mesi) di votare, ha di fatto invalidato la consultazione per la mancanza del quorum, secondo i giudici.
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