Long Covid, dopo un anno fino a 1 su 4 non ha recuperato l'olfatto

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Creative rendition of SARS-COV-2 virus particles - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2022
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Uno studio guidato da scienziati italiani mostra come i disturbi olfattivi nei pazienti che hanno contratto il Covid sono spesso associati a cefalea e confusione mentale.
Quasi una persona su 4 continua a soffrire di disturbi olfattivi dopo anche più di un anno dal contagio da Sars-Cov-2. Le alterazioni dell'olfatto colpiscono in particolare le persone che hanno avuto una forma di Covid associata a cefalea e confusione mentale. Lo rivelano i dati del primo studio multicentrico italiano, pubblicato sulla rivista Brain Sciences, che indaga sulla relazione tra disfunzioni olfattive, nebbia cognitiva e cefalea nel cosiddetto Long Covid.
Lo studio, stato coordinato da Arianna Di Stadio, professore associato di Otorinolaringoiatria presso l'Università di Catania, ha visto in prima linea il professor Angelo Camaioni, Direttore del Dipartimento Testa-Collo e della UOC Otorinolaringoiatria dell'AO San Giovanni-Addolorata di Roma, coadiuvato dal dottor Pietro De Luca, Medico in Formazione Specialistica in Otorinolaringoiatria.
Al lavoro hanno collaborato il professor Stefano Di Girolamo, dell'Unità di Otorinolaringoiatria del Dipartimento di Scienze Cliniche e Medicina della Traduzione del Università Tor Vergata, nonché ricercatori dell'Università del Michigan e della Wayne State University di Detroit.
L'indagine è stata condotta su 152 pazienti tra 18 e 65 anni con una persistente disfunzione olfattiva da almeno 6 mesi e afferenti a 3 centri specializzati. Di questi 50 pazienti (32,8%) presentavano anosmia o assenza di olfatto, 25 (il 16,4%) iposmia o riduzione dell'olfatto, in 10 (6,6%) è stata rilevata parosmia o disfunzione dell'olfatto, mentre 58 (38,2%) soffrivano di una combinazione di iposmia e parosmia. La cefalea è stata segnalata da 76 pazienti (50%) e la confusione mentale da 71 (46,7%).
"L'alterazione dell'olfatto e il coinvolgimento cognitivo sono caratteristiche comuni del Long-Covid. La confusione mentale - spiegano Arianna Di Stadio e Angelo Camaioni - o 'brain fog', potrebbe influenzare l'olfatto alterando il ricordo degli odori o attraverso un meccanismo condiviso di neuroinfiammazione".
Dallo studio emerge che pazienti con cefalea, confusione mentale, o entrambe "mostravano un rischio significativamente maggiore di soffrire di anosmia e/o iposmia se confrontati con la controparte senza sintomi neurologici". In particolare cefalea e coinvolgimento cognitivo "erano associati con deficit olfattivi più severi, coerentemente con meccanismi neuroinfiammatori mediatori di una varietà di sintomi nei pazienti con sindrome long-Covid".
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