Cingolani: “I costi di un anno di caro-energia superano gli incassi del Recovery”

© Sputnik . Evgeny UtkinRoberto Cingolani
Roberto Cingolani - Sputnik Italia, 1920, 08.02.2022
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Per il ministro, bisogna superare gli ostacoli tecnologici e ideologici, per portare avanti la transizione ecologica e sfruttare il Pnrr: l’Italia non può sbagliare.
La strada per che porta agli obiettivi del 2030 della transizione ecologica è ancora lunga, ma per raggiungere gli obiettivi bisogna superare ostacoli “tecnologici e ideologici”, dice il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani a La Stampa, aggiungendo di essere preoccupato per l’impatto del caro-energia, che l’anno prossimo potrebbe superare per dimensione il Pnrr.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza “è molto più di un grande piano industriale, ed è finanziato in parte a fondo perduto e in parte tramite prestiti. Con un debito attorno al 160% del Pil, l’Italia non può sbagliare”.
“Mi preoccupa il costo dell’energia. Il suo aumento, nell’arco del prossimo anno, rischia di avere un costo superiore all’intero Pnrr”.
Quindi, “questo ci dice che il cosiddetto piano Marshall non è la soluzione a tutti i nostri mali. Dipende da come sapremo sfruttarlo”.
Bisogna puntare, secondo Cingolani, massicciamente sulle rinnovabili.

I colli di bottiglia della transizione

Per superare i veti e i blocchi di Regioni e autorizzazioni locali e procedere sull’aumento della potenza installata per le rinnovabili, bisogna “identificare le aree idonee”, dice Cingolani.
“Dobbiamo sfruttare soluzioni innovative, come le piattaforme galleggianti fotovoltaiche ed eoliche, a diverse miglia dalla costa. Solo a quel punto potremo parlare di transizione, e solo così avrà senso comprarsi un’auto elettrica”.
Ma il passaggio alle rinnovabili richiede la capacità di gestire i flussi, “con una rete elettrica intelligente, perché la produzione d'energia dal sole e dal vento è intermittente” e sistemi di accumulo, che ad oggi “non sono maturi, dobbiamo svilupparli”.
Su questo lavorano “le migliori menti” e “il loro peggiore nemico sono le ideologie”.

“Non sono un nuclearista”

Cingolani torna a parlare di nucleare, spiegando che non si può ignorare il progresso tecnologico nel campo.

“Non sono un nuclearista. L’Italia ha già detto no con due referendum e non torniamo indietro”, “ma non possiamo neppure ignorare che esiste un nucleare di quarta generazione, fatto di piccoli reattori modulari, che generano pochissime scorie”.

Progetti che tra 10 anni “potrebbero dimostrarsi sostenibili. Non vedo perché l’Italia non debba fare ricerca e sviluppo in questo settore”.
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