Vietnam, riaprono le scuole dopo un anno di chiusura per pandemia

© Sputnik . Sergei Subbotin / Vai alla galleria fotograficaLa bandiera del Vietnam
La bandiera del Vietnam - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2022
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Il paese indocinese aveva iniziato a revocare molte delle limitazioni imposte per limitare i contagi da coronavirus lo scorso ottobre, ma quasi tutti gli studenti erano stati costretti a continuare a seguire le lezioni online dall'inizio dell’anno. Oggi inizia la riapertura, ha annunciato il ministero della salute.
Sono oltre 17 milioni gli studenti vietnamiti che dovrebbero tornare a scuola oggi, lunedì 7 febbraio, per la prima volta dopo circa un intero anno, ha affermato il ministero della salute, con le autorità che al contempo hanno annunciato l'intenzione di procedere con le vaccinazioni contro il COVID- 19 dei bambini dai 5 anni in su.
In una dichiarazione fatta nel fine settimana, il governo ha infatti affermato che intende acquistare 21,9 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech per bambini di età compresa tra i cinque e i 12 anni.

Aperture anche in Italia ma con polemiche

Con l'entrata in vigore delle nuove regole disposte dal decreto approvato il 2 febbraio, la didattica a distanza diverrà un’eccezione piuttosto che una regola. Dalle elementari alle superiori, infatti, i vaccinati e i guariti potranno d'ora in poi restare sempre in classe, mentre i non vaccinati vedranno una riduzione delle giornate di Dad.
Lezione in una delle scuole a Roma dopo la riapertura, Italia - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2022
Covid, da oggi nuove regole per la scuola: meno Dad e quarantene
Tuttavia ANP, l'Associazione nazionale dei presidi, ha apertamente espresso dure polemiche lamentando che nella nuova regolamentazione “regna la confusione”.
Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione, ha affermato che le nuove regole che entrano in vigore oggi non fanno che complicare il quadro per via del fatto che alle norme nazionali si sovrappongono spesso quelle regionali, nonché le disposizioni delle Asl, tanto che si finirà con intere “classi che devono tornare in presenza ma non lo sanno”
"C'è un aggrovigliarsi di disposizioni, spesso in contraddizione tra loro, di fronte alle quali rimaniamo perplessi: serve una cabina di regia. I presidi così sono costretti a fare i dirigenti sanitari, perdendo di vista la formazione", ha aggiunto Mario Rusconi, presidente dei presidi romani.
A complicare il quadro non ci sono solamente le diverse disposizioni dei vari livelli amministrativi (Stato, Regioni, Asl), ma anche il fatto che le regole cambiano tra scuole d’infanzia, primarie e secondarie, rendendo il tutto assai poco intuitivo e intellegibile, soprattutto per le famiglie degli alunni stessi.
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