UE, Borrell incolpa la Russia per il "gas crunch", invocando forniture diversificate in Europa

© AP Photo / Francisco SecoJosep Borrell
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L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell domenica ha nuovamente indicato nella crisi nei rapporti con la Russia la causa per i problemi del gas in Europa, e ha chiesto una maggiore diversificazione delle rotte e delle fonti di importazione.
L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell ha dichiarato che l'energia è in "cima alla lista dell'agenda dell'Ue per le priorità, additando la Russia come causa della crisi di approvigionamento del gas da mesi a questa parte in atto nell'Unione europea:

"L'energia è sempre stata tra le questioni geopolitiche più importanti. Con i prezzi elevati e le sfide per l'approvvigionamento di gas causate dalla crisi con la Russia, è in cima alla nostra agenda", si legge in un post sul suo blog.

La dipendenza energetica dalla Russia è sempre incombente sull'UE, ha detto Borrell, con il blocco che fa affidamento sul suo vicino orientale per oltre il 40% delle importazioni di gas naturale.
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Ha poi riferito che l'unione delle 27 nazioni si è compiaciuta del fatto di potersi "emancipare" dalle forniture russe, rispetto alla Russia, che ha preso provvedimenti per proteggersi dalle sanzioni occidentali.
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Ha proseguito riportando il fatto a suo dire che l'Europa ha sì rafforzato negli ultimi anni la propria "resilienza" in reazione alle sanzioni economiche, con un aumento della valuta estera, ma, parafrasando, ha fatto poco per reagire di fronte alle sfide presentate dall'approvvigionamento energetico e dall'andamento dei prezzi del gas:
"Negli ultimi anni, la Russia ha rafforzato la sua resilienza alle sanzioni economiche, aumentando le sue riserve in valuta estera, più di quanto abbiamo fatto per migliorare la nostra capacità di far fronte a potenziali tagli alla fornitura di gas", ha affermato.
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Ha poi indicato la possibile soluzione, vale a dire il rivolgersi ad altri Paesi (oltre la Russia) cui attingere rifornimenti:
"È giunto il momento che l'UE guardi altrove per procurarsi gas e creare riserve di gas strategiche".
Oltre agli Stati Uniti, ha indicato Norvegia, Qatar, Azerbaigian e Algeria come possibili fornitori di gas naturale liquefatto.
"È più probabile che questi sforzi abbiano successo se investiamo nelle relazioni con potenziali fornitori di GPL, non come soluzione a breve termine, ma come parte del nostro interesse a sviluppare relazioni più strategiche", ha aggiunto.
Per quanto riguarda l'Ucraina, Borrell ha affermato che l'UE desidera aumentare i flussi inversi verso il Paese all'interno della rete di trasporto del gas esistente, prima della prevista sincronizzazione dell'Ucraina con la rete elettrica europea nel 2023.
"La vera sicurezza energetica può tuttavia derivare solo da maggiori investimenti nelle energie rinnovabili nazionali e da migliori collegamenti con il mercato dell'UE", ha aggiunto.
Borrell ha sottolineato che l'UE dovrebbe continuare a lavorare per ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili e investire nell'idrogeno e nel solare per salvaguardarsi da futuri shock dei prezzi.
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I prezzi del gas nell'UE sono già 6-10 volte superiori rispetto a un anno fa, ha stimato Borrell. Questo sta spingendo i prezzi dell'elettricità e l'inflazione verso l'alto.
Ha previsto che se i prezzi dell'energia dovessero rimanere elevati per tutto il 2022, ciò potrebbe mettere seriamente a rischio la ripresa post-pandemia.
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