Tegola sul M5S, il tribunale di Napoli sospende l’elezione di Conte

© Filippo AttiliGiuseppe Conte incontra la stampa
Giuseppe Conte incontra la stampa  - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2022
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Il legale degli attivisti che hanno fatto ricorso contro le modifiche allo statuto: “Il Movimento non ha più un capo, tocca a Grillo”.
Nuovo scossone nel Movimento 5 Stelle, già dilaniato dalle lotte interne tra il leader Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Il tribunale civile di Napoli ha sospeso le modifiche allo statuto che l’estate scorsa hanno consentito l’elezione di Conte alla guida del M5S.
Il tribunale “ha disposto la sospensione dell'efficacia delle votazioni con cui nell'agosto 2021 è stato modificato lo statuto del Movimento 5 stelle e anche l'elezione di Giuseppe Conte alla presidenza, carica prevista dallo stesso statuto".
La decisione è stata presa per la mancanza del quorum, legata alla decisione di escludere gli iscritti da meno di sei mesi, classificata come di fatto esistenza di “gravi vizi nella procedura decisionale”.
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Esultano gli attivisti

L’avvocato Lorenzo Borré, legale che ha sostenuto il ricorso di tre militanti, in rappresentanza di diverse centinaia di iscritti che hanno partecipato al pagamento delle spese legali con una raccolta di fondi, ha confermato la decisione del tribunale.

E commentando a Repubblica ha dichiarato: “Ora il Movimento non ha più un capo. Ora può toccare solo a Grillo una mossa essenziale: aprire alle votazioni del comitato direttivo. Adesso la parola deve tornare al popolo pentastellato".

Il vulnus di agosto 2021

I giudici hanno accolto il ricorso perché è stato scelto di eliminare dalla votazione sulle modifiche allo statuto circa 80mila iscritti, oltre un terzo del totale.
La scelta "ha determinato l'alterazione del quorum assembleare nella deliberazione di modifica del proprio statuto”.
E la delibera è stata adottata “sulla base di un'assemblea formata da soli 113.894 iscritti in luogo dei 195.387 associati iscritti a quella data; con l'illegittima esclusione di 81.839 iscritti all'ente dal quorum costitutivo e deliberativo, maggiore dei soli 60.940 associati che hanno partecipato all'assemblea, la cui delibera è stata poi approvata dall'87% di questi", recita la sentenza.
Per questo, di fatto, alla votazione mancherebbe il quorum necessario per approvare le modifiche che hanno aperto all’incoronazione di Conte.
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