Storica prima volta: il Papa intervistato in diretta TV - Video

© AP Photo / Alessandra TarantinoPapa Francesco durante la messa della vigilia di Natale nella Basilica di San Pietro, in Vaticano
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Il pontefice ha rilasciato, prima volta nella storia, una intervista in diretta TV, ospite a "Che tempo che fa", trasmissione condotta da Fabio Fazio in onda su Rai3.
Ieri sera papa Francesco, ospite alla trasmissione di Rai3 "Che tempo che fa", ha risposto a numerose domande da parte del conduttore TV Fabio Fazio, spaziando dal tema della guerra, al Covid-19, all'annosa questione dei migranti.
Il pontefice ha anche parlato di temi sociali quali l'indifferenza, l'aggressività sociale, ma anche la crisi climatica.
"Vedo tanta gente che sopporta cose brutte, che nella propria debolezza sopporta difficoltà familiari, economiche, penso a chi non arriva a fine mese. Io non sopporto tanto, sopporto come tutta la gente...", ha detto papa Francesco.
Sui migranti il papa ha lanciato una pesante accusa, menzionando la presenza di veri e propri lager in Libia, invitando alla riflessione sulla politica migratoria europea attuale:
"Dobbiamo pensare alla politica migratoria e l’Europa deve farlo insieme, l’Unione europea deve mettersi d’accordo evitando che l’onere ricada solo su alcuni Paesi come l’Italia e la Spagna".
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Ancora sui temi sociali, con particolare attenzione all'indifferenza, il papa ha espresso così il suo pensiero, come da tweet in calce:
Arriva poi a citare Dostoevsky nella sua riflessione sulle sofferenze dei minori, asserendo che non vi è una spiegazione alle lore sofferenze, né si possono accettare, parafrasando, ma che "trova solo una risposta (su questo tema): soffrire con loro".
Papa Bergoglio ha poi lanciato una pesante accusa alla Chiesa stessa: quella contro la progressiva "mondanità spirituale" cui va incontro la Chiesa di oggi:
"Oggi il male della Chiesa più grande è la mondanità spirituale, la chiesa mondana, che fa crescere il clericalismo: una cosa brutta, una perversione della Chiesa. Così l’ideologia prende il posto del Vangelo".
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Sulla guerra:
"La guerra è un controsenso della creazione. Nella Bibbia Dio crea uomo e donna. Ma poi arriva una guerra tra fratelli, uno cattivo contro un innocente, per invidia, e poi una guerra culturale. Subito vengono le guerre. È un antisenso della creazione, la guerra è sempre distruzione".
È un papa poi ecologista quello che viene fuori dall'intervista: il pontefice ha infatti riportato un episodio relativo all'inquinamento dei mari, esortando a prenderci cura della Madre Terra:
"Dobbiamo prenderci carico anche della Madre Terra: i pescatori di San Benedetto del Tronto venuti da me hanno trovato una volta tonnellate di plastica e hanno ripulito quel tratto di mare. Buttare la plastica in mare è criminale, uccide la terra, dobbiamo tutelare la biodiversità, dobbiamo prenderci cura del Creato".
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Affronta ancora i temi sociali parlando del rapporto tra genitori e figli, delle famiglie, sottolineando la necessità di un dialogo continuo intergenerazionale e la vicinanza continua necessaria ai propri figli:
"Serve vicinanza con i figli: quando si confessano coppie giovani o parlo con loro chiedo sempre: 'tu giochi con i tuoi figli?' A volte sento risposte dolorose: 'Padre, quando esco dormono e quando torno pure'. Questa è la società crudele che allontana genitori dai figli. Anche quando i figli fanno qualche scivolata, anche da grandi, bisogna essere loro vicini, bisogna parlare ai figli".
Alla domanda infine su che cosa immaginasse o sognasse da piccolo sul proprio futuro, il Pontefice ha reagito con una risposta curiosa, facendo un riferimento alle proprie origini italiane, in particolare genovesi, dicendo che da piccolo sognava di fare il macellaio:
"La prima cosa che volevo fare era il macellaio, perché quando andavo a fare la spesa con la nonna vedevo il macellaio che aveva davanti una borsa dove metteva tanti soldi, sarà la mia radice genovese (...) Poi gli studi in chimica e la preparazione per entrare nella facoltà di medicina, ma poi è arrivata la vocazione".
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