Miozzo: “Sulla scuola troppa confusione, è un incubo. Servono più tamponi”

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Agostino Miozzo - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2022
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Basta alla Dad se non come mezzo estremo, la presenza “deve essere imposta”. Sbagliate le discriminazioni tra vaccinati e non immunzzati. “Se avessi 50 anni di meno scenderei in piazza a protestare con gli studenti”.
Regole così complesse e astruse che serve “una laurea in Filosofia della scienza per comprenderle”, dice Agostino Miozzo ex coordinatore del Cts commentando le norme, in costante cambiamento per i contagi a scuola.
Parlando a La Stampa sottolinea la “complessità che è assolutamente ingovernabile e non gestibile”.
Miozzo, che è stato per un periodo anche consulente del ministro dell’Istruzione Fabrizio Bianchi, propone di dare più autonomia alle scuole, con un sistema sanitario dedicato, “tornando al medico scolastico”.
E poi servono più tamponi: “In tutti gli altri Paesi dell’Ue gli studenti si sottopongono anche a due tamponi a settimana. In Italia invece il tracciamento sembra una sfida insormontabile. Com’è possibile delegare alla famiglia l’onere in termini di tempo e denaro dei tamponi e dell'auto-sorveglianza? È un incubo”.
Una situazione difficile che si somma anche alla Dad: “La presenza dei ragazzi in classe deve essere imposta, la Dad deve diventare un momento straordinario, non può essere un escamotage per affrontare problemi antichi che restano irrisolti."
"Oltre alla Dad adesso si parla di Dad e di didattica mista, una cosa cervellotica. È un sistema fuori dal mondo che peserà moltissimo su questa generazione”.

Verso l’emergenza sociale

Miozzo si scaglia poi contro la differenziazione tra immunizzati e non nella scuola.
“La discriminazione in ambito scolastico tra chi è vaccinato e chi non lo è non mi piace. Bisogna evitarla utilizzando un monitoraggio costante attraverso tamponi a tappeto”.
Ma questo stato di cose nelle scuole e tra gli studenti creerà dopo l’emergenza sanitaria “un’emergenza sociale che vedrà esplodere la rabbia e la contestazione”.
Bambini a scuola - Sputnik Italia, 1920, 02.02.2022
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“Fanno bene i ragazzi a protestare, se avessi 50 anni di meno scenderei in piazza anch’io. Stiamo mettendo una palla di piombo ai loro piedi. Ricordo che ci sono liceali che hanno fatto due terzi del loro percorso tra Dad e altre forme di didattica strane”.

Green pass e prudenza

Per Miozzo, infine, il green pass dovrebbe restare valido almeno fino alla fine dello stato di emergenza, il 31 marzo.
“Il green Pass e le regole decise del governo sono utili per incentivare il percorso vaccinale e vanno considerate come il libretto giallo delle vaccinazioni che in passato bisognava avere insieme con il passaporto quando si andava all’estero. Lo si portava senza porsi troppi problemi sulle libertà individuali”
Dopo il 31 marzo il governo “valuterà sulla base di diversi parametri se sarà il caso di mantenere in vigore gli obblighi di green Pass. Ricordiamo però che a differenza di altri Paesi l’Italia ha avuto un approccio prudente di tutela della salute dei cittadini. Credo che sia giusto continuare così, non dobbiamo diventare all’improvviso inglesi”.
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