Esopianeti: astrofisici individuano quattro pianeti Mininettuno che si trasformano in Super-Terre

Esopianeta GJ 1132b - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2022
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I mini-Nettuni sono un tipo di esopianeta piuttosto comune semigassoso e di notevoli dimensioni. Scienziati americani ne hanno osservati alcuni molto particolari che, essendo molto vicini alla propria stella, stanno perdendo la parte gassosa e presumibilmente un giorno si trasformeranno in Super-Terre o pianeti di tipo oceanico.
Con il termine Super-Terra in astrofisica si intendono tutti quei pianeti extrasolari di tipo roccioso con massa tra le 2 e le 10 masse terrestri. Da notare che il termine si riferisce esclusivamente alla massa del pianeta e alla sua superficie rocciosa, ma non considera tutte le altre variabili per l’abitabilità.
I Mininettuno, chiamati talvolta nani gassosi, sono invece pianeti con superficie simile a quella di pianeti come Urano e appunto Nettuno del nostro Sistema solare, ma con massa inferiore. Questi pianeti hanno spesse atmosfere di idrogeno ed elio che ricoprono profondi mantelli di ghiaccio, roccia e/oppure oceani liquidi composti da acqua, ammoniaca o da una combinazione delle due sostanze.
La differenza sostanziale tra un Mininettuno e una Super Terra, oppure un pianeta di tipo Hycean, cioè completamente ricoperto di acqua, sta nella spessa atmosfera del primo, che nasconde ciò che vi è sotto, che potrebbe essere appunto uno degli altri due.

Ma cosa succede se un Mininettuno si trova troppo vicino alla sua stella?

A questa domanda gli scienziati avevano già risposto intuitivamente – probabilmente i venti solari spazzerebbero via nel tempo la parte gassosa per trasformare il Mininettuno in una Super Terra o un Hycean.
La conferma ‘visiva’ tuttavia è stata finora un fenomeno molto raro. Gli astrofisici del California Institute of Technology sono tuttavia riusciti a trovare ben quattro di questi pianeti Nettuno molto vicini alla propria stella ed hanno potuto confermare che effettivamente, in quelle condizioni, si ha una perdita di materia gassosa.
Lo studio pubblicato su The Astronomical Journal, osserva tuttavia una cosa in più, che gli scienziati non avevano previsto – la fuga di materia gassosa non è verso l’esterno, bensì verso l’interno. Non sono quindi i venti stellari a spazzare via l’atmosfera gassosa, bensì la forza gravitazionale ad attrarre la massa volatile.
Tutto ciò è stato reso evidente dall’osservazione di due esopianeti nel sistema TOI 560, situato a una distanza di 103 anni luce dalla Terra, e da altri due nel sistema HD 63433, a 73 anni luce da noi.
Secondo gli scienziati tutti e quattro questi pianeti hanno buone possibilità di divenire, nel tempo, delle Super Terre rocciose o dei pianeti oceano di tipo Hycean.
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