Conte: “Nel M5S nessuno deve sentirsi indispensabile, la linea comune si rispetta”

© Filippo AttiliGiuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino
Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2022
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Il leader del Movimento chiarisce la sua posizione dopo il cortocircuito sul nome della Belloni per il Colle. Giusto che Di Maio si sia dimesso da comitato di garanzia.
In una lunga intervista a La Stampa, Giuseppe Conte, ex premier e leader del Movimento 5 Stelle, mette i paletti della sua azione di guida e chiarisce quanto accaduto nelle frenetiche ore delle trattative per l’elezione del presidente della Repubblica con il nome della numero uno del Dis, Elisabetta Belloni bruciato in meno di un’ora.
“Nel Movimento nessuno deve sentirsi indispensabile, nemmeno io”, dice.
E aggiunge che scelta una linea comune non se ne possono portare avanti altre per proprio interesse.

La partita Quirinale

Conte spiega al quotidiano torinese che sul nome della Belloni “non si è arrivati all’ultimo”.
“Quando l’abbiamo proposto a Salvini con Letta eravamo consapevoli che era un nome solido e super partes, lo stavamo vagliando da giorni, fermi restando i passaggi finali interni che ciascun partito si riservava di fare”.
Il problema è sorto quando “è intervenuto il partito trasversale che non vuole il cambiamento nel Paese”.
E ammette che le dichiarazioni del ministro degli Esteri “mi hanno sorpreso, visto che Di Maio stesso ha sempre sostenuto che i nomi non vanno bruciati. Infatti, io in pubblico ho sempre evitato di farli. E non mi sono mai arrivate, all’interno del Movimento e della cabina di regia, obiezioni di sorta”.

Il M5S e il no alle correnti

L’ex premier parla poi delle posizioni divergenti nel Movimento, minoranze che di fatto esistono ma non possono diventare correnti, perché la linea è una sola.
“Mi dicono che nella storia del Movimento non ci siano mai stati tanti incontri e cabine di regia come in questi mesi. Questo sforzo serve a mettere a punto in maniera collegiale una linea politica che spetta a me riassumere e portare avanti. Seguire un diverso indirizzo, andare in direzioni opposte, non significa tanto indebolire una leadership quanto creare confusione e danneggiare il Movimento”.
Perché, spiega Conte, “quando una linea passa in assemblea congiunta e viene costantemente aggiornata in cabina di regia va rispettata. Non possono esserci agende personali, doppie o triple”.
Il leader del Movimento rivendica che è stata proprio questa la forza della formazione fondata da Beppe Grillo: “La forza del Movimento è sempre stata quella di non cedere al correntismo della vecchia politica. I nostri iscritti si possono esprimere online sui passaggi più salienti”.
“Ma certo non potrò permettere che mentre prima si andava in piazza a fare battaglie civili e politiche, oggi si vada in piazza a palesare correnti. Quella mossa ha creato dolore e malumori nella nostra comunità. Anche per questo ho valutato come doverose le dimissioni di Di Maio dal comitato di garanzia”.
Luigi Di Maio - Sputnik Italia, 1920, 05.02.2022
M5S, Luigi Di Maio si dimette dal Comitato di Garanzia
E annuncia che ci saranno momenti di confronto per evitare che questi “errori si ripetano”, perché “non possiamo tollerare per il futuro guerre di logoramento interno”.
“Tutti devono sentirsi importanti ma nessuno, a partire da me, deve mai sentirsi indispensabile”.

Terzo mandato e proporzionale

Ci sono altri due punti che il M5S dovrà a breve discutere.
Da un lato il terzo mandato, che Conte dice non è “ancora all’ordine del giorno” e sui cui saranno coinvolti gli iscritti.
Dall’altro, dopo il taglio dei parlamentari, la nuova legge elettorale: “Credo che una legge proporzionale sia lo strumento più efficace per interpretare la fase politica che stiamo vivendo: consentirà alle forze politiche di dialogare tra loro o differenziarsi presentando un’offerta politica più chiara e lineare ai propri elettori”.
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