Locatelli (Cts): “Si apre una nuova fase, stiamo uscendo dalla fase critica”

Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2022
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Fattori trainanti la campagna vaccinale e la gradualità nell’allentamento delle restrizioni, per il coordinatore del Comitato. L’ammonimento: no a isolamento più breve per gli asintomatici e Omicron non è un raffreddore.
Per Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico (Cts) per l’Italia e la lotta alla pandemia di coronavirus “si sta aprendo una fase nuova”, perché “tutti gli indicatori, dall’incidenza cumulativa a sette giorni ogni 100 mila abitanti all’indice Rt, fino al numero di posti occupati nelle strutture ospedaliere o nelle terapie intensive mostrano chiaramente che stiamo uscendo dalla fase più critica”.
Un risultato raggiunto, rivendica Locatelli, senza lockdown e chiusura delle attività, a differenza di Paesi come Germania, Olanda e Austria, dice al Corriere della Sera.
“Il risultato è arrivato grazie da un lato allo straordinario successo della campagna vaccinale e dall’altro alla gradualità dell’approccio nell’allentamento delle restrizioni”.
E adesso serve ancora questa gradualità, perché “va gestita tutta la fase di riapertura. La progressività con adeguata pianificazione che ha improntato anche recentemente le scelte del governo offre le migliori garanzie”.

I No vax? Ledono loro stessi

Il coordinatore del Cts rinnova l’appello alla vaccinazione, sia per i bambini, per cui è uno scudo per la “malattia grave o persistente”, sia per gli adulti che ancora non si sono immunizzati.
I No vax, infatti, secondo Locatelli sono pericolosi “soprattutto per loro stessi”.
“Esporsi al rischio di essere contagiati significa non avere a cuore la propria salute. E smontiamo la credenza che la variante Omicron sia ‘un banale raffreddore’. Si connota per minore pericolosità rispetto alla Delta, ma non per assenza di potere patogeno”.
Sull’ipotesi di ridurre l’isolamento per gli asintomatici Locatelli sottolinea la sua contrarietà.
“Non confondiamo l’assenza di sintomi con la non contagiosità. In soggetti asintomatici possono albergare cariche virali elevate ed essere, dunque, significativamente in grado di contagiare”.
“Semmai – argomenta - il ragionamento può fondarsi sullo stato vaccinale. Personalmente ritengo importante che non si abbandoni l’evidenza di una documentata negativizzazione”.
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