Figliuolo: “Senza vaccini e terze dosi le conseguenze di Omicron sarebbero state peggiori”

© AP Photo / Guglielmo MangiapaneFrancesco Paolo Figliuolo
Francesco Paolo Figliuolo - Sputnik Italia, 1920, 06.02.2022
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I contagi calano ma “bisogna tenere alta l’attenzione” verso una nuova normalità, dice il commissario all’emergenza spingendo ancora sugli oltre 1,5 milioni di over 50 non immunizzati.
Per il commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, intervistato da Repubblica, il picco dei contagi è passato, la curva di casi e ricoveri sta scendendo, ma “il virus circola ancora” e “bisogna tenere alta l’attenzione”. Contributo fondamentale a questo scenario è stato dato dalle vaccinazioni e dai booster in particolare.
“L’accelerazione sulle terze dosi in autunno ci ha messo al riparo dalle peggiori conseguenze di Omicron”.
La variante del coronavirus individuata per la prima volta in Sudafrica “ha causato una forte impennata di contagi, ma non un aumento altrettanto repentino dei ricoveri, proprio grazie alla copertura così ampia. Se non avessimo accelerato sulle terze dosi, con un numero di somministrazioni giornaliere notevole, i ricoveri avrebbero avuto ben altro andamento. Le conseguenze le avremmo viste sugli ospedali, ma anche sull’economia”.

In tutte le fasce verso il 90% di copertura

Per Figliuolo il sistema di hub vaccinali, che adesso andrà ad esaurimento, resta a disposizione del Paese, perché si basa sulla flessibilità.
“Se dovesse di nuovo rivelarsi necessaria una vaccinazione diffusa della popolazione, come è successo con la terza dose, potremmo contare sul sistema degli hub, che ha dimostrato di funzionare bene e di poter arrivare in breve tempo a cifre altissime, con medie settimanali di 630 mila somministrazioni al giorno e punte di oltre 700 mila a gennaio”.
Per un’eventuale quarta dose, però, si potrebbero utilizzare farmacie, medici di base e pediatri.
Il commissario snocciola poi i numeri dei traguardi di immunizzazione: “Il 93,3% degli over 12 è stato raggiunto da almeno una dose o è guarito da massimo 6 mesi. Oggi 47 milioni e 680 mila cittadini hanno completato il ciclo primario: quasi l’88,3%. Con il booster abbiamo raggiunto quasi 35 milioni di persone, circa l’82% dei destinatari”.
“Il mio appello va agli oltre 1,5 milioni dai 50 anni in su senza alcuna copertura”.
Figliuolo sottolinea l’egregio risultato dell’Italia: “In tutte le fasce di età ci stiamo avvicinando al 90% di somministrazioni, sia come prima che come seconda dose. È una percentuale straordinaria, raggiunta da pochissimi Paesi nel mondo”.

Novavax, alternativa per i dubbiosi

Oltre ai monoclonali per la cura, distribuiti già per una prima tranche e la pillola antivirale, somministrata già ai primi pazienti in Italia, da fine febbraio arriverà anche il vaccino Novavax, che per la sua formulazione più tradizionale potrebbe convincere qualche scettico.
Il generale spiega che la scelta del siero dipende dall’organizzazione delle Regioni, “è indicato per il ciclo primario, non per i richiami, dai 18 anni. Speriamo dia un’ulteriore spinta alla vaccinazione degli esitanti”.
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