Energia, Comencini (Lega): 5 miliardi adesso e altri 20 miliardi più avanti per famiglie e imprese

© Foto : Fornita daVito ComenciniVito Comencini (Lega)
Vito Comencini (Lega) - Sputnik Italia, 1920, 05.02.2022
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Il leader della Lega Matteo Salvini il 2 febbraio ha incontrato il ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco e il sottosegretario Federico Freni. Al centro dei colloqui, il caro energia.
Come riferito dal ministro Franco, nonostante una previsione di crescita per il 2022 superiore al 4% la pandemia rende ancora instabile la situazione, resa ancor più complicata dalle tensioni internazionali in atto soprattutto a est dell’Europa e il conseguente caro energia che causa il forte aumento delle bollette elettriche.
L’onorevole Vito Comencini (Lega) membro della Commissione Affari Esteri della Camera, spiega a Sputnik Italia i passi da intraprendere per fronteggiare la crisi energetica e avviare un ritorno all'operatività post-pandemia in tutti i settori.
— Onorevole Comencini quali sono gli obiettivi della Lega per fronteggiare la crisi energetica?
— Come Lega siamo fortemente preoccupati, ormai da qualche mese, dall’emergenza energetica. Da tempo solleviamo all’interno del governo la necessità d’intervenire per cercare di aiutare le imprese e le famiglie, anche e soprattutto per evitare in tutti i modi il rischio di possibili blackout. C’è un evidente danno all’economia, alle famiglie, ai consumatori ed è per questo che al governo chiediamo, da una parte che intervenga a tamponare il caro bollette attraverso “5 miliardi adesso ed eventuali altri 20 miliardi da stanziare più avanti”, e queste sono misure di tipo prettamente economico; da un’altra parte Salvini critica la posizione di scontro dell’Unione Europea nei confronti della Russia poiché causa un grave danno ai paesi europei, Italia compresa, anche da un punto di vista dell’approvvigionamento energetico. Mentre come si vede in questi giorni la Cina ne sta approfittando.
— Quindi sarebbero due gli stanziamenti auspicabili?
— I 5 miliardi sono una parte di risorse da destinare subito a famiglie e imprese, ma non sono sufficienti, il governo non si può fermare a questa cifra, è per tal ragione che noi stimiamo serviranno altri 20 miliardi da inserire nei prossimi provvedimenti.
A causa della pandemia e delle limitazioni, l’Italia ha visto un forte calo di consumi, investimenti, export e turismo, con un conseguente aumento della disoccupazione. La Lega ha altri piani per fronteggiare ed arginare questa sfavorevole situazione?
— Noi come Lega stiamo spingendo perché al più presto possibile si superino tutte le varie restrizioni anti-Covid che man mano si dimostrano sempre più insensate, ma che continuano a danneggiare l’economia e la società. Quindi che finalmente si volti pagina! Ed è per questo che ultimamente non abbiamo votato alcuni provvedimenti al governo.
Oltre a questo, che si facciano delle scelte di buon senso, come in parte siamo riusciti a fare nel contesto delle fiere: ovvero dare la possibilità a persone, visitatori, espositori, vaccinati con altri vaccini diversi da quelli utilizzati in Italia, di poter venire nel nostro paese tranquillamente.
Sbloccando questa restrizione si sblocca tutto il settore delle fiere e del turismo connesso. Il fatto di non aver riconosciuto il vaccino russo Sputnik V ha creato un grave danno; non lo dice solo la Lega, ma anche le associazioni di categoria fieristiche come l’AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane).
Anche lo stesso presidente dell’AEFI Maurizio Danese ha fatto questo appello. È per questo che ci siamo impuntati, per ottenere un risultato di buon senso. Abbiamo messo fine a una restrizione che rischiava di danneggiare gravemente un comparto d’interesse strategico per l’export e quindi per l’economia.
Solo restando a Verona ricordo degli appuntamenti fieristici di primissimo piano: la “Fieragricola”, il “Vinitaly” e il “Marmomac”. Con le fiere lavorano: hotel, ristoranti, turismo...
— Onorevole, un po’ alla volta si torna alla normalità?
— Si! Questa è la dimostrazione che si può tornare a vivere e a lavorare in sicurezza, senza dannose limitazioni. L’auspicio è che le restrizioni, in base all’andamento della pandemia, vengono man mano tolte anche nella nostra vita quotidiana.
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