Brunetta: “Basta al bipolarismo ‘bastardo’, serve un proporzionale serio”

© Sputnik . Evgeny UtkinRenato Brunetta
Renato Brunetta - Sputnik Italia, 1920, 05.02.2022
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Il centrodestra non esiste più e il ministro rilancia il progetto di Berlusconi per una forza che guarda all’Europa. Nel governo è “tornato il momento magico”.
Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, sicuro che nel governo, dopo la rielezione di Mattarella, sia “tornato il momento magico”, dà un giudizio netto dell’attuale legge elettorale e chiede con forza che si torni a un regime proporzionale, abbandonando il maggioritario che ha “radicalizzato l’offerta politica e ha lasciato il centro senza voce”.
“Il bipolarismo ‘bastardo’ all’italiana, figlio cioè della volontà di vincere le elezioni, ma non in grado di assicurare la governabilità, ha ammutolito e messo in sonno le culture liberali, popolari, riformiste. Bisogna svegliarle e ridar loro voce”.
Parlando a Repubblica, Brunetta parla di una coalizione di centrodestra, “ultima figlia del bipolarismo ‘bastardo’ e di quello stare ‘o di qua o di là’, che sembra non esistere più”.
Per questo bisogna andare verso “un sistema elettorale di tipo proporzionale, serio e corretto verso la governabilità. Non per fare gli aghi, ma per fare la bilancia. Lo dico soprattutto al mio partito, Forza Italia”.

Il progetto di Berlusconi

Brunetta parla di “sogno” da realizzare, “tornare alla geniale intuizione di Berlusconi, quello di riunire tutte e tre le culture politiche italiane che guardano all’Europa. Tre filoni che hanno in Mattarella e in Draghi, che a quelle famiglie appartengono, i migliori interpreti e garanti”.
Si tratta della “famiglia dei popolari, quella liberale e quella socialista”.
E poi passa al ragionamento sul futuro di FI: “Forza Italia ha vinto fin quando ha mantenuto questi suoi tratti inclusivi, centristi, riformisti e moderati, svolgendo il ruolo di partito federatore del centro-destra. Forza Italia ha perso, al contrario, leadership e consensi, quando ha assunto posizioni appiattite sulla ‘destra-destra’, rappresentata dal 2018 in poi dal sovranismo della Lega di Matteo Salvini e dal nazionalismo di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E siamo passati dal 35 al 5 per cento”.
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