Von der Leyen: Ue cerca "attivamente" alternativa al gas russo e può bloccare Nord Stream-2

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Gasdotto  - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2022
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Funzionari europei hanno minacciato sanzioni contro il nuovissimo gasdotto tra le misure contro Mosca in caso di "invasione" dell'Ucraina. I funzionari russi hanno respinto le accuse di preparativi di "invasione" e hanno accusato l'Occidente di alimentare le tensioni per giustificare il rafforzamento della Nato in Europa orientale.
L'Unione Europea è attivamente alla ricerca di alternative alle forniture di gas russo, principalmente dagli Stati Uniti, e il destino del gasdotto Nord Stream-2, recentemente completato, dipenderà dalle azioni di Mosca, ha affermato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
"Mosca sta usando il gas come strumento per farci pressione, quindi Nord Stream-2 non può essere escluso dagli elenchi delle sanzioni", ha dichiarato oggi la von der Leyen in un'intervista al quotidiano finanziario francese Les Echos.
La presidente della Commissione Europea ha accusato il gigante russo del gas Gazprom di fornire all'Europa meno gas di quanto possa fare ed ha suggerito che la società dovrebbe aumentare il più possibile le consegne per tenere conto dell'attuale picco della domanda nella regione.
Gazprom ha ripetutamente sostenuto negli ultimi mesi di adempiere a tutti gli obblighi previsti dagli accordi esistenti ed è disposta ad aumentare immediatamente le forniture all'Europa tramite nuovi contratti di lungo termine. La società ha anche incoraggiato la Germania ad accelerare la certificazione di Nord Stream-2, che porterebbe fino a 55 miliardi di metri cubi di gas all'anno come capacità aggiuntiva. Il colosso russo del gas ha inoltre raddoppiato le esportazioni verso l'Europa attraverso l'Ucraina questa settimana, prenotando 108 milioni di metri cubi di capacità dei gasdotti.

In un'intervista separata con il quotidiano economico tedesco Handelsblatt la von der Leyen ha riconosciuto che Gazprom onorava tutti i suoi impegni contrattuali con i Paesi europei, ma ha affermato che la società russa "faceva il minimo", mentre "altri fornitori di gas aumentavano le forniture nel contesto di domanda in crescita e prezzi record. Pertanto la società russa alimenta dubbi sulla propria affidabilità", ha suggerito.

La leader della Ue ha affermato che la dipendenza dell'Europa dal gas russo è irta di rischi a lungo termine e ha promesso il suo sostegno alla costruzione di un nuovo terminale di gas naturale liquefatto in Germania.
“In generale, parliamo con tutti, a cominciare dalla Norvegia, fornitore con il quale collaboriamo in modo affidabile da molto tempo, e anche con Qatar, Azerbaigian ed Egitto. Naturalmente, anche gli Stati Uniti giocano un ruolo importante. Terremo un vertice sull'energia a Washington il 7 febbraio", ha affermato la von der Leyen.

Sanzioni

La presidente della Commissione Europea ha inoltre commentato le nuove sanzioni in corso di definizione a Bruxelles contro la Russia nel caso di "invasione" dell'Ucraina, affermando che le misure afflittive potrebbero includere il divieto di vendita di articoli ad alta tecnologia alla Russia che Mosca "semplicemente non può sostituire da sola” in settori quali “l'intelligenza artificiale e armamenti, computer quantistici, laser e voli spaziali. La Russia ha bisogno di modernizzare urgentemente la sua economia. Questo non può essere fatto senza tecnologie in cui deteniamo senza dubbio una posizione di leadership nel mondo”, ha sottolineato.
Ursula Von der Leyen ha avvertito che il pacchetto "completo" di sanzioni economiche e finanziarie della Commissione Europea includerebbe anche restrizioni all'accesso ai capitali stranieri. "Questo renderà l'economia russa ancora più fragile", ha suggerito.
Mosca ha rigettato le minacce di sanzioni dell'Occidente sull'Ucraina, sostenendo di avere piani per coprirsi dai rischi se nuove restrizioni dovessero entrare in vigore. I funzionari russi hanno inoltre insistito ripetutamente sul fatto che il loro Paese non ha intenzione di invadere l'Ucraina, legando le accuse di politici e media occidentali alla giustificazione del continuo accumulo di forze Nato vicino al confine con la Russia.
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