Partygate, Boris Johnson sull’orlo del baratro: se ne vanno 5 stretti collaboratori

© AP Photo / Tom NicholsonПремьер-министр Великобритании Борис Джонсон ест мороженое во время посещения парка отдыха Haven Perran Sands в Перранпорте, Корнуолл
Премьер-министр Великобритании Борис Джонсон ест мороженое во время посещения парка отдыха Haven Perran Sands в Перранпорте, Корнуолл - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2022
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Dimissioni senza precedenti nel cerchio “magico” dei collaboratori di Boris Johnson. Tre di loro sono coinvolti nel noto partygate, avendo preso parte alle feste organizzate mentre tutti i britannici restavano chiusi in casa per il lockdown imposto proprio dal governo di Boris Johnson.
La Bbc racconta che il consigliere politico Elena Narozanski è l'ultima a lasciare il suo ruolo, venerdì 4 febbraio, dopo che quattro membri di vertice del personale hanno lasciato ieri, giovedì 3 febbraio.
I "grandi licenziamenti" colpiscono anche il personale del premier britannico, ma non per il troppo lavoro.
Ad andarsene tra i primi, il capo della politica di Johnson, Munira Mirza, seguita dal capo delle comunicazioni Jack Doyle.
Adesso che Johnson è praticamente rimasto senza addetto stampa e senza i suoi consiglieri politici ha un serio problema. E i suoi nemici, dentro e fuori dal suo partito, pare si stiano già organizzando per togliergli la carica, riporta ancora la Bbc.
Questa mattina, il parlamentare Huw Merriman ha detto al programma Today della BBC Radio 4 che il premier dovrebbe “darsi una svegliata o andarsene”.

Epurazione o abbandono della nave?

Secondo il ministro dell'energia Greg Hands, che ha parlato alla BBC Breakfast, le dimissioni sono arrivate dopo che “il signor Johnson ha messo in chiaro che ci sarebbe stata una scossa”, dopo le critiche legate al partygate e alla violazione delle regole di partito.
Epurazione o meno, al numero 10 di Downing Street la situazione si è messa male.
Rishi Sunak, Cancelliere dello Scacchiere e teoricamente possibile sostituto di Boris Johnson in caso di voto di sfiducia allo stesso, giovedì ha preso pubblicamente le distanze dal premier e questo, secondo la Bbc, è una mossa che ha smosso le carte a Westminster.
Sempre secondo la Bbc, sono già 17 i deputati Tory che hanno inviato la fatidica lettera per chiederne la sfiducia, ma per far scattare il voto ne servono almeno 54.
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