Imprese italiane resilienti anche senza il Pnrr: più che i fondi, manca personale competente

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Economia Circolare Italia - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2022
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L’80% e più delle imprese italiane, che rappresentano oltre il 90% del valore aggiunto, “prevedono di trovarsi in una situazione di completa (41,3%) o parziale (39,5%) solidità entro la prima metà del 2022”, scrive l’Istat.
E soltanto poco più del 3% si giudica invece gravemente a rischio default. Il 9,4% delle imprese, poi, ha aumentato il personale nella seconda metà del 2021, mentre un altro 12,1% sta assumendo in questo momento.
Con il 17,5% della quota di fatturato realizzata attraverso il canale digitale nel 2021 e il 49,8% delle imprese italiane che non hanno avuto bisogno di attivare strumenti di finanziamento per sostenersi nei momenti peggiori della pandemia, il problema delle imprese appare essere quello della manodopera qualificata.
L’Istat certifica che circa i due terzi delle imprese italiane segnalano difficoltà a reperire le competenze necessarie. E questo proprio in un momento in cui il 60,6% delle imprese dichiara di voler investire di più nel capitale umano.
Inoltre, “per quasi un quarto delle imprese i fattori di rischio per la crescita sono l’indebolimento della domanda e gli ostacoli nell’acquisire gli input produttivi”.
Questi in estrema sintesi i risultati della rilevazione speciale dell’Istat, dal titolo Situazione e prospettive delle imprese dopo l’emergenza sanitaria Covid-19, realizzata tra il 16 novembre e il 17 dicembre del 2021.
La ricerca ha preso in esame 90.461 imprese con tre o più addetti attivi nell’industria, nel commercio e nei servizi, in rappresentanza di 970mila unità. Il campione rappresenta il 93,2% del valore aggiunto nazionale e impiega il 75,2% degli addetti pari a 13,1 milioni.

Recupero di fatturato

Il maggior recupero di fatturato lo mettono a segno le industrie in senso stretto e le costruzioni. Le prime recuperano nel 41,2% dei casi, le seconde nel 37,3%.
Migliorano in particolare le imprese esportatrici tra giugno e ottobre 2021, con il 51,8% che fa registrare un aumento di fatturato.
A Trainare l’Italia il Nord, seguito dal Centro e in fondo il Meridione, dove il numero di imprese con un fatturato in crescita è inferiore di quasi sette punti percentuali rispetto al Nord.

Perdita di fatturato

La situazione economica complessiva delle imprese italiane, tuttavia, presenta ancora delle criticità e degli ostacoli da superare.
Il commercio in generale vede calare il suo fatturato e lo stesso avviene nei servizi. Nel settore dei servizi il calo significativo si riscontra nelle trasmissioni radiofoniche e televisive, nelle case da gioco, nel trasporto aereo, nella riparazione di computer e di altri beni personali.
Calano anche i servizi postali e di corriere, il settore finanziario e assicurativo e il comparto della ristorazione.
Critica la situazione delle agenzie di viaggio e delle attività sportive e di divertimento, come le attività artistiche, il settore pubblicitario e quello cinematografico e musicale.
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