I lockdown hanno avuto "da poco a nessun effetto" sulla mortalità da Covid, dice nuovo studio

© AP Photo / Alessandra TarantinoCoppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta "Andrà tutto bene" a Roma
Coppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta Andrà tutto bene a Roma - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2022
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Questo è quanto afferma un recente studio della Johns Hopkins University di Baltimora (USA).
I lockdown non hanno fatto quasi nulla per frenare la mortalità dovuta all’epidemia da Covid-19, al contrario hanno avuto "effetti devastanti" sulle economie nazionali e hanno innescato una serie di problemi sociali: è questa la conclusione a cui sono giunti i ricercatori guidati dal dottor Steve Hanke, capo del Johns Hopkins Institute for Applied Economics.
Il loro studio, intitolato A Literature Review and Meta-Analysis of the Effects of Lockdowns on COVID-19 Mortality, si basava sulla "revisione sistematica e meta-analisi" delle tendenze scoperte in 34 articoli di scienze della salute e scienze sociali scritti negli ultimi due anni. I ricercatori hanno stabilito che "i lockdown in Europa e negli Stati Uniti hanno ridotto la mortalità per COVID-19 in media solo del 0,2%".
“Sebbene questa meta-analisi concluda che i lockdown hanno avuto effetti minimi o nulli sulla salute pubblica, essi hanno imposto enormi costi economici e sociali laddove sono stati adottati. Di conseguenza, le politiche basate sui lockdown sono infondate e dovrebbero essere respinte come soluzione politica alla pandemia", hanno raccomandato i ricercatori.
Gli scienziati hanno anche scoperto che il lockdown duro potrebbe effettivamente aver aumentato la mortalità e la trasmissione del virus, aumentandone la diffusione nei nuclei familiari e limitando "l'accesso delle persone ai luoghi sicuri (all'aperto) come spiagge, parchi e zoo, hanno contribuito alla trasmissione del virus anche anche l’obbligo di mascherine e le rigide norme sull’assembramento all'aperto, spingendo di fatto le persone a incontrarsi in luoghi (al chiuso) meno sicuri. In effetti, vi sono alcune prove che limitare gli assembramenti è stato controproducente e ha aumentato la mortalità per COVID-19".
I ricercatori hanno delineato una serie di conseguenze sociali dei lockdown durante la prima fase della pandemia, affermando che "hanno contribuito a ridurre l'attività economica, ad aumentare la disoccupazione, a ridurre l'istruzione, a causare disordini politici, a contribuire alla violenza domestica e minare la democrazia liberale. Questi costi per la società devono essere paragonati ai benefici dei lockdown, che la nostra meta-analisi ha dimostrato essere nella migliore delle ipotesi marginali".
Gli autori del documento hanno anche indicato che i loro risultati erano in linea con le conclusioni di uno studio del 2006 dell'Organizzazione mondiale della sanità, che aveva rilevato come le misure di distanziamento sociale, isolamento e quarantena attuate durante la pandemia influenzale del 1918 si fossero rivelate altrettanto inefficaci all'epoca.
Il rapporto della Johns Hopkins è stato trattato freddamente dalla maggior parte dei media principali e, in relazione a ciò, il dottor Martin Makary, chirurgo non affiliato alla ricerca, ha criticato l'università per non aver "nemmeno [pubblicato] un comunicato stampa su questo studio", nonostante la presunzione di essere potenzialmente "uno dei più grandi studi al mondo".
Mercoledì, apparendo nello show di Tucker Carlson, sul canale della Fox, Makary ha suggerito che il numero di vite salvate dal Covid dai lockdown potrebbe essere stato compensato drammaticamente da coloro che sono morti per mancanza di cure mediche tempestive dovute ad altri problemi.
“Questo studio ha concluso che i lockdown non hanno inciso su di una riduzione significativa della mortalità, con una riduzione aggregata di circa due decimi dell'uno per cento. Ora, confrontando quel numero, che negli Stati Uniti risulta pari a circa 1.800 individui, con il numero di morti non dovuti al Covid, quello che chiamiamo eccesso di mortalità non da Covid: ebbene erano 124.000 i morti in eccesso nel primo anno. Quindi, in due anni sono morte circa un quarto di milione di persone”, ha calcolato Makary.

“Molti scienziati non hanno iniziato a rimuovere questo numero per capire come mai negli Stati Uniti muoiono più persone rispetto al normale tasso di mortalità per ragioni non legate al Covid. Bene, ora sappiamo che 60-70.000 di loro sono morte per abuso di sostanze o cure per il cancro differite: ma questa statistica impiega anni per accumularsi. Sappiamo dei numeri di autolesionismo e suicidio, e ci sono centinaia di bambini nella sola Baltimora che gli insegnanti [hanno detto] non hanno potuto mai inserire nel programma di didattica a distanza e così sono stati persi dal sistema scolastico, ” ha aggiunto il dottore.

Il dottor Neil Ferguson, direttore del Centro MRC per l'analisi delle malattie infettive globali presso l'Imperial College di Londra, le cui raccomandazioni nei primi giorni della pandemia si sono rivelate fondamentali per l'Organizzazione mondiale della sanità e per i governi nazionali nell'attuazione della strategia dei lockdown, ha respinto fermamente le conclusioni dello studio della Johns Hopkins.
“Questo rapporto sull'effetto dei lockdown non fa avanzare in modo significativo la nostra comprensione dell'efficacia relativa alle misure di salute pubblica adottate dai diversi paesi per limitare la trasmissione di Covid-19. In primo luogo, le politiche che comprendevano i "lockdown" variavano notevolmente tra i paesi, il che significa che già definire il termine è problematico... Un secondo e più importante problema è che i metodi statistici utilizzati per stimare l'impatto degli [interventi non farmaceutici] utilizzando dati osservazionali devono essere adeguati. Tali interventi hanno lo scopo di ridurre i tassi di contatto tra gli individui in una determinata popolazione, quindi il loro impatto principale, se efficace, è sui tassi di trasmissione", ha affermato Ferguson.
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