Centrodestra, Bignami (FdI) a Sputnik: "Lega e FI chiariscano se stanno con noi o con la sinistra"

© AP Photo / Gregorio BorgiaMatteo Salvini e Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi
Matteo Salvini e Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2022
Seguici suTelegram
Approfondimento
I partiti della coalizione di centrodestra si interrogano sul futuro dell’alleanza dopo lo scontro sulla rielezione di Mattarella. Bignami (FdI) a Sputnik: "Bisogna che gli altri chiariscano se stanno con noi o con la sinistra”.
“Noi sappiamo bene che siamo di destra e che siamo nel centrodestra, bisogna che gli altri chiariscano se stanno con noi o con la sinistra”. Galeazzo Bignami, avvocato bolognese e deputato di Fratelli d’Italia, raggiunto al telefono da Sputnik Italia, rappresenta così lo scontro interno al centrodestra.
Dopo aver di fatto perso la partita del Quirinale, i partiti della coalizione si interrogano sul futuro dell’alleanza, tra spinte centriste e velleità federative. Nel frattempo, il partito di Giorgia Meloni rilancia l’idea del presidenzialismo come antidoto agli “inciuci”. “Quella dell’elezione diretta del presidente della Repubblica è una battaglia storica della destra e di Fratelli d’Italia in particolare”, spiega Bignami. “In tutte le forme di democrazia diretta c’è una forma di genuinità nel rapporto tra i rappresentanti istituzionali e il popolo sovrano, come del resto recita la Costituzione”.
- Poi c’è un’altra proposta di legge che presenterete, quella che chiede di vietare la rielezione del capo dello Stato, perché la ritenete una questione urgente?
- Quella del doppio mandato dovrebbe essere un’eccezione e invece dopo la settimana quirinalizia appena trascorsa si è ripetuta per la seconda volta. Tra nomi bruciati in questo falò delle vanità alla fine si è optato per un altro bis, come per Napolitano.
Sappiamo che oltre la Costituzione scritta c’è quella materiale e quella materiale sembra evolversi verso la prassi dei due settennati. Questo non è sano.
- In realtà a dicembre scorso una proposta identica era stata fatta dal Pd…
- Sì. Si è trattato di un cortocircuito un po’ particolare. Allora dal Quirinale manifestarono addirittura irritazione, perché sembrava che il Pd volesse mettere un punto sulla rieleggibilità di Mattarella. Poi abbiamo visto che in realtà le cose sono andate nel verso opposto.
Резиденция президента Итальянской республики в Риме - Sputnik Italia, 1920, 03.02.2022
Quirinale, la proposta di FdI: "Vietare la rielezione del capo dello Stato"
- Avete comunque applaudito Mattarella, cosa vi aspettate da questo settennato?
- Ci sono sicuramente dei segnali di discontinuità rispetto al corso precedente che ci hanno incoraggiato. Mi riferisco ad esempio ai temi toccati nel suo discorso di insediamento: il richiamo alla magistratura, la bacchettata al governo Draghi sulle opposizioni, il passaggio sulla lotta al traffico di esseri umani che alimenta l’immigrazione irregolare, la sicurezza sul lavoro, i giovani, la tutela delle madri, la lotta alle disuguaglianze. Sono tutte questioni che ci stanno a cuore.
- Tra i temi al centro del dibattito politico c’è anche quello della legge elettorale, anche su questo il centrodestra si divide?
- Secondo noi la vocazione maggioritaria che deve alimentare questa fase della vita repubblicana rimane intatta nelle sue ragioni di fondo. Se guardassimo al dato numerico, a Fratelli d’Italia potrebbe anche convenire una legge elettorale con il sistema proporzionale, ma per noi non è importante il risultato della singola formazione quanto la governabilità della nazione e la chiarezza sui programmi e sui progetti condivisi.
Non condividiamo la logica di usare il proporzionale per incassare la fiducia degli elettori e poi utilizzarla come si vuole senza dichiarare prima con chi si intende governare.
- La Meloni, ma anche Berlusconi, parlano di rifondare il centrodestra, qual è il futuro della coalizione?
- Innanzitutto bisogna capire qual è la coalizione: noi sappiamo bene che siamo di destra e che siamo nel centrodestra, bisogna che gli altri chiariscano se stanno con noi o con la sinistra.
Quello che vorremmo noi è un centrodestra patriottico, nettamente alternativo alla sinistra su temi e valori chiave, come la difesa dell’interesse nazionale, delle nostre radici, dei nostri confini, della nostra identità e di quella delle altre nazioni in ambito europeo. L’Europa che si vergogna della sua storia e delle sue radici cristiane non ci piace.
- La federazione proposta da Matteo Salvini sul modello del partito Repubblicano vi convince?
- Ci sembra un’evoluzione del coordinamento nato da quelle forze di centrodestra che fanno parte del governo Draghi. Quindi, non è aperta a noi. Inoltre, in questa fase in cui riteniamo necessaria una verifica dei presupposti su cui si regge la coalizione di centrodestra non ci sembra che ci siano le condizioni di parlare di una federazione di cui non capiamo né i requisiti né gli obiettivi.

Oggi quando si è trattato di fare scelte cruciali noi abbiamo detto no al governo Draghi, no al Mattarella Bis, mentre Lega e Forza Italia hanno detto sì. Ma non si tratta di sì per il bene della nazione, perché i risultati finora non sono stati lusinghieri.

Quando Draghi si è insediato lo spread era al 92 e ora oscilla tra 135 e 140 punti. L’inflazione che Bankitalia stimava ad aprile allo 0,8 per cento, a gennaio è arrivata al 4,9. Chi dice che quella italiana è la ripresa più importante in tutta Europa in realtà gioca con i numeri perché l’Europa ha perso il 6,8 per cento del Pil e ha recuperato il 5,1, mentre l’Italia a fronte di un calo di circa il 9 per cento ha recuperato il 6,2 e quindi meno della media dell’Eurozona. L’inflazione preannuncia un rallentamento significativo di questo rimbalzo. Poi c’è il caro bollette e tutto ciò che ne consegue.
- L’ultimo decreto Covid non vi convince?
- Noi crediamo che tutta l’impostazione sia stata sbagliata, a partire da quando il 22 di luglio del 2021 Draghi disse testualmente che il green pass serviva a “dare la garanzia” a chi entrava in un locale di trovarsi tra persone non contagiose. Questo ha dato il via a comportamenti che hanno portato a risultati disastrosi. Il primo febbraio, ad esempio, il numero di contagi e di decessi è stato 16 volte superiore a quello del 2021, anche in relazione al numero di tamponi eseguiti, di sei volte superiore. Per contro la Spagna, che non ha introdotto il green pass, ha un numero di vaccinati superiore al nostro. Anche sul green pass che prima dura nove mesi, poi sei, e che ora è illimitato, c’è molta confusione.
- Insomma, l’impressione è che si navighi ancora a vista…
- È più di un’impressione. Gli errori in una situazione del genere sono giustificati. Ma è assurdo che vengano addirittura rivendicati. Lo stesso Draghi non l’ha mica ritrattata quella frase sul green pass. L’Italia è l’unico Paese che dopo due anni ha ancora in vigore lo stato di emergenza. Evidentemente c’è stato qualcosa che non ha funzionato.
- Pensa che sia giusto in questa fase allentare le restrizioni come stanno facendo diversi Paesi?
- Sicuramente ci sono delle restrizioni illogiche e senza senso, che non condividiamo e che non abbiamo mai condiviso, in primis il green pass. Senza considerare che al momento c’è un lockdown di fatto: le chiusure tecnicamente non ci sono, ma con questa scusa non ci sono neppure i risarcimenti per chi continua a veder crollare il proprio volume d’affari. E poi, gli over cinquanta obbligati a vaccinarsi devono comunque firmare il consenso informato, che senso ha? Siamo ancora di fronte ad uno Stato che non ha il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала