"Approccio da guerra fredda": Cina e Russia si oppongono ad allargamento Nato

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La cooperazione tra Cina e Russia - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2022
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Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato oggi a Pechino per incontrare il capo di Stato cinese Xi Jinping ed assistere alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali del 2022.
Russia e Cina sono contrarie all'ulteriore allargamento della Nato e "all'approccio da Guerra Fredda" dell'alleanza occidentale sulla scena internazionale, hanno affermato Mosca e Pechino in una dichiarazione congiunta.
"Oggi il mondo sta attraversando enormi cambiamenti. L'umanità sta entrando in una nuova era di rapido sviluppo e trasformazioni su larga scala. Processi e fenomeni come la multipolarità, la globalizzazione economica, l'informatizzazione della società, la diversità culturale, la trasformazione del sistema della governance globale e dell'ordine mondiale stanno crescendo, l'interconnessione e l'interdipendenza degli Stati è in aumento, si sta formando una tendenza a ridistribuire l'equilibrio del potere mondiale. C'è una crescente richiesta da parte della comunità di leadership mondiale nell'interesse di uno sviluppo pacifico e sostenibile," si legge nel comunicato, pubblicato oggi sul sito web della presidenza russa.
"Allo stesso tempo, sullo sfondo dell'attuale pandemia di coronavirus, la situazione nel campo della sicurezza internazionale e regionale sta diventando ogni giorno più complicata, con sfide e minacce globali che si moltiplicano. Alcune forze che rappresentano una minoranza sulla scena mondiale continuano a sostenere approcci unilaterali per risolvere i problemi internazionali e ricorrere alla politica della forza, adoperarsi in ingerenze negli affari interni di altri Stati, danneggiare i loro legittimi diritti e interessi, provocare contraddizioni, disaccordi e confronti, ostacolare lo sviluppo e il progresso dell'umanità, provocando l'opposizione della comunità internazionale", si aggiunge.
I due Paesi fanno appello a tutte le nazioni, chiedendo il rafforzamento "del dialogo e della fiducia reciproca, una maggiore consapevolezza della comprensione reciproca, il mantenimento di valori universali come pace, sviluppo, uguaglianza, giustizia, democrazia e libertà, il rispetto dei diritti dei popoli di scegliere autonomamente il percorso di sviluppo dei propri Paesi, la sovranità e gli interessi degli Stati nel campo della sicurezza e dello sviluppo".
La dichiarazione congiunta invita inoltre la comunità internazionale a "proteggere" il sistema internazionale, in cui le Nazioni Unite svolgono un ruolo centrale, e chiede la creazione di un "vero multilateralismo", nell'interesse della "democratizzazione delle relazioni internazionali, della pace, della stabilità e dello sviluppo sostenibile".

Nato, Taiwan

Russia e Cina "credono che i singoli Stati, le alleanze politico-militari o le coalizioni che perseguono vantaggi militari unilaterali a scapito della sicurezza degli altri, anche attraverso la concorrenza sleale in ambito economico-commerciale, servano ad intensificare la rivalità geopolitica, aumentare l'antagonismo e il confronto e minare gravemente l'ordine nei settori della sicurezza internazionale e della stabilità strategica globale".
"Le parti si oppongono all'ulteriore espansione della Nato, invitano l'Alleanza Atlantica ad abbandonare gli approcci ideologici del periodo della Guerra Fredda, a rispettare la sovranità, la sicurezza e gli interessi di altri Paesi, le diversità di civiltà, culturali e storiche, e trattare lo sviluppo pacifico di altre nazioni in modo obiettivo ed equo", afferma la dichiarazione congiunta.
I due Paesi "si oppongono anche alla formazione di strutture a blocchi chiusi e campi opposti nella regione dell'Asia-Pacifico e rimangono altamente vigili per quanto riguarda l'impatto negativo sulla pace e la stabilità in questa regione in relazione alla strategia indo-pacifica degli Stati Uniti".
Invece, osserva il comunicato congiunto, Mosca e Pechino cercano di costruire "un sistema di sicurezza equo, aperto e inclusivo" nella regione indo-pacifica, che "non sia diretto contro Paesi terzi".
Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping durante l'incontro a Dushanbe. - Sputnik Italia, 1920, 04.02.2022
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La Russia, da parte sua, "riafferma la sua adesione al principio 'Una sola Cina', conferma che Taiwan è parte integrante della Cina e si oppone in qualsiasi forma d'indipendenza di Taiwan".
La parte cinese "appoggia le proposte avanzate dalla Federazione Russa per la creazione di garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti a lungo termine in Europa", osserva la nota. I due Paesi si impegnano ad "opporsi alle azioni delle forze esterne per minare la sicurezza e la stabilità nelle regioni adiacenti comuni" e si opporranno "all'ingerenza di forze esterne con qualsiasi pretesto negli affari interni dei Paesi sovrani, si opporranno alle "rivoluzioni colorate" e aumenteranno la cooperazione" in questi ambiti.

Sicurezza strategica

I Paesi evidenziano "seria preoccupazione" per la creazione della partnership trilaterale per la sicurezza AUKUS tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia.
"La Russia e la Cina ritengono che tali azioni siano contrarie agli obiettivi di garantire la sicurezza e lo sviluppo sostenibile della regione Asia-Pacifico, aumentano il rischio di una corsa agli armamenti nella regione e creano seri rischi di proliferazione nucleare".
Sulla politica nucleare in generale, Russia e Cina concordano sulla necessità di "abbandonare la mentalità della Guerra Fredda e giochi a somma zero" ed invitano le superpotenze a ritirare le armi nucleari schierate all'estero, ad "escludere lo sviluppo illimitato di un missile per un sistema di difesa globale" da parte degli Stati Uniti, e chiedono misure da adottare per ridurre il rischio di una guerra nucleare e "ridurre il ruolo delle armi nucleari" nella politica di sicurezza nazionale degli Stati.
La dichiarazione congiunta condanna la decisione degli Stati Uniti del 2019 di ritirarsi dal Trattato INF in Europa e la successiva accelerazione della ricerca e dello sviluppo di nuovi missili statunitensi a medio e corto raggio, parallelamente ai discorsi sul loro dispiegamento in Asia ed Europa per trasferirli agli alleati.
Questi processi, affermano le due potenze, servono solo ad "aumentare la tensione e la sfiducia, aumentare i rischi per la sicurezza internazionale e regionale, portare a un indebolimento del sistema internazionale di non proliferazione e controllo degli armamenti e minare la stabilità strategica globale".

Unione Economica Eurasiatica e Via della Seta

La dichiarazione impegna Russia e Cina a "intensificare i lavori per collegare i piani di sviluppo dell'Unione Economica Eurasiatica (UEE) e l'iniziativa della nuova Via della Seta per approfondire la cooperazione pratica tra l'UEE e la Cina in vari campi e per aumentare il livello di interconnessione tra le regioni Asia-Pacifico ed eurasiatica", anche nell'interesse di una "Grande partnership eurasiatica".
Le parti convengono inoltre di "approfondire la cooperazione pratica" nello sviluppo dell'Artico.
Russia e Cina invitano tutti i Paesi a impegnarsi in una cooperazione "aperta, equa e non discriminatoria" nel campo della scienza e della tecnologia, per rafforzare gli sforzi collaborativi sulla creazione di sistemi di trasporto sostenibili e riaffermare i loro impegni nella lotta globale contro il cambiamento climatico.
Mosca e Pechino prevedono inoltre di "continuare ad aumentare la cooperazione" in medicina, anche in relazione alla pandemia di coronavirus, ed esprimono anche la disponibilità a "rafforzare il dialogo" su questioni quali l'intelligenza artificiale e la sicurezza del cyber-spazio.
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