Covid-19 fa crescere la ricchezza degli italiani di 334 miliardi di euro

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Euro - Sputnik Italia, 1920, 03.02.2022
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La pandemia ha permesso agli italiani di accumulare 15,9 miliardi di euro in più al mese, sono i fondi non spesi per via dei blocchi alle attività e dei freni imposti dalle misure di contenimento.
I salvadanai degli italiani sono cresciuti del 7% tra il 2019 e il 2021: è l’effetto pandemia, che permette a chi può di accumulare risorse economiche.
Un effetto dovuto anche alla minore propensione al rischio, prediligendo la liquidità. In termini quantitativi, sono 334 miliardi di euro i risparmi aggiuntivi degli italiani, che portano il totale a 5mila miliardi di euro, rispetto ai 4.663 miliardi di fine 2019.
Questi dati sono stati forniti dalla Federazione autonoma bancari italiani (Fabi), che ha pubblicato un rapporto sull'Italia del risparmio.
Fabi fa presente che “tra conti correnti e contanti, le famiglie italiane hanno accumulato oltre 153 miliardi in più sotto forma di depositi, con una crescita dell’11% circa da inizio pandemia. Un dato che conferma una rinnovata preferenza per la liquidità anche per il 2021 e la prevalenza di strumenti facilmente monetizzabili oltre che di depositi nelle casseforti delle famiglie”.

Il mattone degli italiani

Il nuovo “mattone” degli italiani sono i depositi bancari, saliti a 1.604 miliardi di euro, fa notare Fabi, che rappresenta un +30% “della ricchezza finanziaria degli italiani parcheggiata sui conti correnti, seguiti dai prodotti assicurativi e dai titoli azionari”.

Riserve assicurative in Italia

Sono cresciute anche le riserve assicurative, del +8% rispetto al 2019, con un incremento pari a 90 miliardi di euro.
Il portafoglio complessivo è di 1.200 miliardi “con la quota di prodotti di previdenza pressoché raddoppiata in 15 anni (+93%)”.

I prodotti obbligazionari e le azioni

Gli italiani investono meno nelle obbligazioni. La riduzione è di 40 miliardi in tre anni, e rappresentano soltanto il 4,5% del portafoglio finanziario complessivo di una famiglia, mentre nel 2005 attraevano il 20%. La riduzione netta da allora è di 500 miliardi di euro.
E se le preferenze per i titoli a breve termine sono quasi del tutto azzerate, con un -36% dal 2019, le azioni incrementano la loro posizione nei portafogli finanziari degli italiani.
Le azioni conquistano una fetta del 5% del risparmio degli italiani in due anni, con un valore assoluto di 50 miliardi di euro.
Un dato, quest’ultimo, molto interessante, “perché avvenuto in un contesto ancora di incertezza e perché attesta il potenziale ancora inespresso del risparmio complessivo degli italiani”, fa notare Fabi nel rapporto.
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