Criptovalute in Italia, al via l’anagrafe che censirà le operazioni anche degli exchange stranieri

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criptovalute - Sputnik Italia, 1920, 03.02.2022
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L’Italia non “banna” le criptovalute, ma avvia l’anagrafe delle transazioni effettuate in criptovaluta. Si tratta di un vero e proprio censimento delle piattaforme di scambio, e relativi clienti italiani che su di esse operano.
L’anagrafe delle criptovalute registrerà le operazioni in criptovaluta e i gestori. Il decreto attuativo entrerà in vigore fra 90 giorni, e richiederà agli exchange italiani e a quelli stranieri (il 90% del mercato, riporta Italia Oggi) di registrare presso l’Organismo agenti e mediatori (Oam) la loro attività in Italia.
Qualora una piattaforma non si registri in Italia all’Oam, rischierebbe l’oscuramento.
E non è tutto, perché l’anagrafe delle criptovalute trasferirà le informazioni raccolte al Ministero dell’Economia e della Finanza ogni 3 mesi. Le forze dell’ordine, come la Guardia di Finanza e tutti gli altri enti preposti al controllo delle dichiarazioni dei redditi degli italiani, avranno l’accesso all’anagrafe per i controlli del caso.

Anagrafe delle criptovalute: cosa registra?

Come annunciato, l’anagrafe delle criptovalute vale sia per gli operatori italiani che stranieri, e per le operazioni.
L’anagrafe delle criptovalute dovrà raccogliere, in particolare, i dati identificativi dei clienti, i dati sintetici relativi all’operatività complessiva di ciascun prestatore di servizi relativi all'utilizzo di valute virtuali e prestatore di servizi di portafoglio digitale per singolo cliente, spiega Italia Oggi.
Dei clienti le piattaforme dovranno fornire il cognome e nome, il codice fiscale, il luogo e la data di nascita, la cittadinanza e gli estremi del documento di identità, nonché la residenza anagrafica e il domicilio.
Si va quindi verso la schedatura di tutti gli italiani che operano con le criptovalute e i dati trasmessi all’Oam saranno custoditi per un periodo di 10 anni. Va fatto notare che anche i fornitori di portafogli digitali dovranno riportare tali informazioni all’autorità italiana.
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