Rapporto Agenas: occupazione intensive al 16%, in calo in 11 Regioni in 24 ore

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaPaziente in terapia intensiva
Paziente in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 02.02.2022
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Disponibili i nuovi dati giornalieri Agenas provenienti dalle regioni italiane. Trento è al 28%, mentre altre 4 regioni sono oltre il 20%: Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche e Piemonte.
Resta al 16% la percentuale di terapie intensive occupate dai pazienti Covid in Italia, ma, in 24 ore, cala in 11 regioni, scrive l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari nazionali (Agenas).
Ed ecco qui i dati statistici Agenas sulle terapie intensive occupate dai pazienti Covid al 1° febbraio:
Abruzzo (19%), Calabria (11%), Friuli Venezia Giulia (23%), Lazio (21%), Liguria (14%), Lombardia (13%), Provincia autonoma di Bolzano (12%), Sicilia (16%), Toscana (18%), Umbria (12%), Val d'Aosta (18%).
Il tasso cresce, invece, in Basilicata (8%), Provincia autonoma di Trento (28%), Piemonte (21%) e Veneto (15%).
Come si evince dai dati, cinque regioni sono oltre il 20%.

Dati Agenas, occupazione dei reparti di area medica

Per quanto riguarda l’occupazione dei reparti di area medica, i dati statistici crescono in 6 regioni, ma calano in 4.
Nella danza dei numeri, troviamo la Valle d’Aosta e la Liguria, al 40%, il Friuli-Venezia Giulia e la Sicilia, al 39%, la Calabria, al 38%, e le Marche, al 34%.
Sul piano nazionale resta al 30% la percentuale di posti occupati da pazienti Covid-19 nei reparti di area non critica, ma, in 24 ore, il dato cresce in 6 regioni:
Calabria (38%), Marche (+3% arriva a 34%), Molise (22%), Provincia autonoma di Trento (30%), Sardegna (24%) e Val d'Aosta (al 40%).
Cala, invece, in Basilicata (25%), Friuli Venezia Giulia (39%), Lazio (32%) e Provincia autonoma di Bolzano (24%).
Il tasso d'occupazione è stabile in Abruzzo (32%), Campania (31%), Emilia Romagna (30%), Liguria (40%), Lombardia (29%), Piemonte (31%), Puglia (25%), Sicilia (39%), Toscana (27%), Umbria (32%) e Veneto (25%).

Fiaso: in terapia intensiva il 64% sono non vaccinati

Mentre, tra gli immunizzati contro il Covid-19 che finiscono in rianimazione, l’88% soffre di gravi patologie diverse dalla malattia scatenata dal virus, le terapie intensive restano piene di non vaccinati.
I letti delle rianimazioni Covid-19, infatti, sono occupati per il 64% da soggetti non vaccinati: “un dato ormai consolidato che conforta sulla efficacia del vaccino nella protezione dalle forme gravi della malattia da Covid”. Questo quanto affermato dalla Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) sulla rete degli ospedali sentinella.
Tra i vaccinati finiti in Rianimazione Covid, rileva inoltre la federazione Fiaso, “la quasi totalità, l'88%, soffre di gravi comorbidità. Si tratta, per il 61% dei casi, di persone che avevano fatto il vaccino da oltre 4 mesi e non avevano ancora avuto la terza dose”, si precisa.
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