Catania, Poste Italiane costretta a risarcire quattro correntisti vittime di truffe online

CC BY 3.0 / wikipedia / mattes / Poste italiane
Poste italiane - Sputnik Italia, 1920, 02.02.2022
Seguici suTelegram
L'associazione dei consumatori Adoc che ha seguito il caso: "Le imprese bancarie devono sempre dimostrare di avere fatto di tutto per tutelare il cliente impedendo accessi fraudolenti”.
Poste Italiane dovrà risarcire quattro correntisti che hanno perso complessivamente circa 13mila euro a causa di truffe online. Lo rende noto il quotidiano La Sicilia. Protagonisti della vicenda sono quattro cittadini catanesi che si sono rivolti all’associazione dei consumatori Adoc per recuperare i propri risparmi.
L’azione legale promossa dall’organizzazione ha portato al risarcimento concesso dall’Arbitro Bancario Finanziario, che ha sottolineato come Poste Italiane, in qualità di “prestatore di servizi di pagamento”, avesse il dovere di dimostrare la corretta registrazione e autenticazione dell’operazione.
In caso di “operazioni disconosciute”, quindi, è l’intermediario finanziario a dover rispondere.
In particolare, a proposito del ricorso per il mancato rimborso di tre operazioni fraudolente da oltre 7mila euro complessivi, l’Arbitro Bancario Finanziario ha osservato come la mancata dimostrazione della “natura del secondo fattore di autenticazione” fa sì che la responsabilità dell’intermediario non possa essere esclusa.
Nelle carte, quindi, viene evidenziato come per “autenticazione forte del cliente” si intenda qualcosa “che solo l’utente conosce, per esempio una password; qualcosa che solo l’utente possiede come ad esempio un token, una smart card o un cellulare; qualcosa che caratterizza l’utente quale può essere un’impronta digitale”.

“Le imprese bancarie devono sempre dimostrare di avere fatto di tutto per tutelare cliente impedendo accessi fraudolenti” attraverso “misure capaci di verificare se un’operazione sia effettivamente addebitabile al correntista”, ha rimarcato il coordinatore dell’Adoc di Catania, Giuseppe Camarda, raggiunto dallo stesso quotidiano.

Non è la prima volta che l’organizzazione che si occupa di tutelare i diritti dei consumatori scende in campo per difendere le vittime di phishing.
“Attraverso la nostra associazione siamo riusciti a far valere le ragioni di risparmiatori che avevano temuto di dover subire non solo il danno provocato dal raggiro, ma anche la beffa del mancato ristorno di denaro inutilmente richiesto per mesi o addirittura per anni”, ha detto la presidente, Enza Meli, rivendicando il successo nell’affermare “il diritto alla tutela piena, effettiva, del consumatore”.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала