Caso Marò, Latorre: "Mi immaginavo innocente sulla forca. L'archiviazione? Questione d'onore"

© AFP 2022 / VINCENZO PINTOBan Ki Moon promette il sostegno di ONU nella vicenda dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
Ban Ki Moon promette il sostegno di ONU nella vicenda dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - Sputnik Italia, 1920, 02.02.2022
Seguici suTelegram
In un'intervista al Giornale, il marò Massimiliano Latorre parla della vicenda giudiziaria durata quasi dieci anni e conclusasi con l'archiviazione da parte del tribunale di Roma: "È stata un'Odissea psicologica e umana”.
“Mi sono immaginato sulla forca con la consapevolezza di essere innocente”. Così il marò Massimiliano Latorre, il giorno dopo l’archiviazione dell’inchiesta per omicidio della procura di Roma, ricorda i giorni drammatici della prigionia in India.
“È stata un'Odissea psicologica e umana”, dice in un’intervista a Fausto Biloslavo, pubblicata sul Giornale. La notizia dell’archiviazione da parte del tribunale di Roma è stata accolta con gioia dai due militari.
“Finalmente – esulta Latorre - è stata riconosciuta la nostra innocenza. Il motivo per cui ho sofferto tanti anni con dignità e in silenzio. Era una questione d'onore come uomo e militare. Siamo stati scagionati da qualsiasi reato ed è riconosciuto che abbiamo rispettato appieno le regole d'ingaggio”.
È quanto è emerso in questi anni dagli accertamenti. Quando, quel 15 di febbraio di dieci anni fa, al largo delle coste del Kerala, i fucilieri a bordo della nave Enrica Lexie hanno visto avvicinarsi il peschereccio St Antony, scambiato per una nave di pirati.
Per questo, i militari italiani, come ripercorre l’Agi, hanno mostrato le armi e poi sparato colpi di avvertimento in acqua. Anche il personale indiano a bordo della nave ha confermato l’equivoco. Per questo, il pm Erminio Amelio e il procuratore aggiunto Michele Prestipino hanno chiesto l’archiviazione.
“È tutto scritto negli atti. Abbiamo visto che un'imbarcazione si avvicinava e sono state adottate le regole d'ingaggio in caso di attacco dei pirati. Abbiamo sparato solo colpi d'avvertimento oltre ad avere utilizzato le altre misure previste come flash e sirene”, commenta Latorre.
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - Sputnik Italia, 1920, 09.12.2021
Vicenda Marò, la procura di Roma chiede l'archiviazione per Girone e Latorre
Per lui, l’archiviazione equivale ad un'assoluzione piena per la morte dei due pescatori indiani, il 44enne Valentine Jelastine e il 20enne Ajeesk Pink. “Noi – ripete il marò al Giornale - non abbiamo mai visto i due pescatori morti, non abbiamo nulla a che vedere con loro”.
“Non sono responsabile della perdita dei loro cari. – dice ancora rivolgendosi alle famiglie delle due vittime - Umanamente mi dispiace, ma non sono io la causa del dolore”.
Il militare parla di “accanimento giudiziario” da parte dell’India e della paura di finire sulla “forca”.
“Volevano un colpevole a prescindere. Eravamo sotto processo con delle norme che non solo prevedevano la pena di morte, ma l'inversione dell'onere della prova”.
Sono stati tanti i momenti di sconforto. “Siamo stati lasciati un po' al nostro destino”, accusa Latorre. Oggi, però, ad essere ricordate sono soprattutto le “tantissime manifestazioni di affetto” che li hanno accompagnati in tutti questi anni. “Adesso che sono un uomo libero vorrei andare a trovare chi ha creduto in noi, uno ad uno”, conclude il marò.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала