38 arresti per mafia a Taranto, il prefetto: "Legami con la camorra"

© Sputnik . Fabio CarboneAuto della polizia di stato
Auto della polizia di stato - Sputnik Italia, 1920, 02.02.2022
Seguici suTelegram
Taranto, in 38 finiscono in manette perché ritenuti far parte di un'organizzazione federata di clan, con legami con la camorra di Napoli e la mafia albanese.
Una di queste federazioni di tipo mafioso è riferita ai Pascali, mentre altre due hanno a che fare con lo spaccio di sostanze stupefacenti.
“Una situazione che dà l'immagine plastica della realtà locale, di una realtà in evoluzione. Quanto alle forniture di cocaina e hashish i gruppi avevano collegamenti con la camorra napoletana e la criminalità albanese”, ha detto il prefetto di Taranto, Francesco Messina, direttore della Direzione Centrale Anticrimine, durante il suo intervento alla conferenza stampa svoltasi questa mattina presso la Questura di Taranto.
L'operazione è stata coordinata dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Milto Stefano De Nozza, che ha portato all'esecuzione di 38 ordinanze di custodia cautelare, di cui 20 in carcere e 18 agli arresti domiciliari.
15 di questi sono presunti appartenenti al clan dei fratelli Nicola e Giuseppe Pascali e rispondono di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, allo spaccio di droga, all'acquisizione e alla gestione di attività economiche.
Ad altri indagati è contestata invece l'appartenenza ad altre due organizzazioni dedite al traffico di sostanze stupefacenti.
Il prefetto Messina ha evidenziato anche "la capacità analitica da parte della Questura, della Polizia di Stato, che ha portato avanti un'attività investigativa passando attraverso un rigido controllo del territorio che serve a mettere le pezze anche rispetto alla mancanza di senso civico dei cittadini vittime di estorsioni che, invece, potrebbero facilitare le nostre attività".
A significare che la Polizia di Stato non ha ottenuto alcun aiuto dalla popolazione tarantina, neppure per “senso civico”.
Il Questore di Taranto, Massimo Gambino, ha detto che “si tratta di un'operazione importante per il territorio, con risposte immediate contro la criminalità, come testimonia anche il sequestro di armi durante l'esecuzione delle misure cautelari”.
Il Questore assicura che l'attività di prevenzione e repressione è continua e costante, e condivisa anche dalle altre forze di polizia.
L'operazione di oggi nasce dalle indagini su una sparatoria avvenuta nel 2018. A fronte di una protervia delle organizzazioni criminali, serve una risposta adeguata da parte nostra, ha concluso il Questore di Taranto.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала