Torino, arrestata la banda del bus n.35: gli scippi rendevano almeno 20mila euro al mese

© Sputnik . Fabio CarbonePanorama su Torino
Panorama su Torino - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2022
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Dopo un anno di indagini serrate, sono scattate le manette ai polsi della banda composta da due uomini sessantenni e dal figlio trentaquattrenne di uno dei due: si erano specializzati “nell’arte” del borseggio, rubavano senza che le vittime si accorgessero di nulla.
Dopo un anno di attente e scrupolose indagini, i carabinieri di Nichelino (Torino), come riporta La Stampa, hanno messo le manette ai polsi dei tre uomini, già pregiudicati. La caccia non è stata semplice, i tre avevano ben architettato i loro furti, riuscivano infatti ad eseguire le rapine senza mai farsi inquadrare in volto dalle telecamere di sorveglianza.
È stato grazie ad altri elementi, come corporatura, taglio dei capelli o vestiti indossati, incrociati con un’attenta analisi delle inquadrature della videosorveglianza che gli investigatori sono riusciti a risalire all'identikit dei tre malfattori.

Una volta arrestati, queste le loro parole: "Noi siamo borseggiatori. Non facciamo del male alle persone: quando vediamo che lo scippo può essere pericoloso per l'incolumità di chi abbiamo preso di mira, cambiamo obiettivo. Quanto racimoliamo? Possiamo arrivare anche a 20-25mila euro al mese".

I tre lavoravano in squadra, secondo un rituale ben preciso, e le vittime preferite dei loro borseggi erano soprattutto donne e anziani.
I tre pregiudicati, dopo che il giudice per le indagini preliminari aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare, sono stati poi rilasciati, grazie all'intermediazione degli avvocati, ed ora si trovano sotto provvedimento di obbligo di dimora presso le loro abitazioni a Torino.
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