Resa dei conti nel M5S, è sfida aperta tra Conte e Di Maio

© Sandro WeltinLuigi di Maio al Consiglio d'Europa
Luigi di Maio al Consiglio d'Europa - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2022
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L'elezione del presidente della Repubblica ha acuito la frattura fra i due leader, ma le divergenze rischiano di trascinare il Movimento in uno stallo.
È guerra social, a colpi di tweet tra il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. I fedelissimi dell’ex premier vorrebbero sanzioni per il capo della Farnesina, mentre i “dimaiani” punterebbero a sfiduciare Conte, per riprendere in mano il partito.
Sullo sfondo ci sono gli strappi e le tensioni per la partita del Quirinale. L’ex presidente del Consiglio, insolitamente d’accordo con Matteo Salvini, avrebbe voluto al Colle Elisabetta Belloni, la numero uno del Dis, i servizi segreti italiani. Ma a porre il veto sulla candidatura di Belloni è stato proprio Di Maio, che ha contribuito, quindi, all’elezione del presidente Sergio Mattarella e al mantenimento dello status quo istituzionale.
L’elezione quirinalizia, quindi, ha avuto l’effetto di rendere ancora più evidenti le fratture all’interno del Movimento. La battaglia si combatte anche su Twitter, dove qualche giorno fa volava l’hashtag #DiMaioOut. Qualcuno ha parlato di operazione pilotata da parte di sostenitori di Conte, attraverso l’utilizzo di bot, account fittizi lanciati all’attacco del ministro degli Esteri.
#DiMaioOut è tra le tendenze, ma è stato utilizzato solo da 289 profili. I primi 10 account per numero di tweet sono fake, e generalmente sostengono le posizioni di Di Battista e di Conte. Si tratta dunque di una chiara operazione di tweet bombing contro Di Maio”, notava su Twitter Pietro Raffa, esperto di tendenze digitali, amministratore delegato di MR Associati e blogger per l’Huffington Post. Qualcun altro, però, come si legge sull’agenzia Agi, smentisce questa tesi.

Il clima, però, resta da resa dei conti. Un confronto tra i due, stando alle indiscrezioni pubblicate dal Corriere della Sera, potrebbe esserci già in settimana. Forse giovedì, con la convocazione di un’assemblea dei parlamentari.

Il rischio è quello di uno stallo. Come sottolinea lo stesso quotidiano, sanzionare Luigi Di Maio sarebbe difficile: il collegio dei probiviri non è in funzione ed è comunque composto da attivisti della prima ora, proprio come l’attuale capo della Farnesina.
Dall’altro lato, anche quella della sfiducia a Conte appare come una prospettiva lontana, perché dovrebbe essere decisa dal comitato di garanzia. Difficile, quindi, che Virginia Raggi e Roberto Fico scelgano di andare contro l’ex-premier.
Il risultato, quindi, come sottolinea il Corriere, è che la lotta tra le due fazioni finisca in un vicolo cieco. Un problema per il Movimento, in vista delle prossime sfide politiche, comprese le elezioni comunali previste per la prossima primavera.
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