Quella proteina capace di bloccare il virus: ecco il segreto dei "resistenti"

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Creative rendition of SARS-COV-2 virus particles - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2022
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Una proteina presente naturalmente nell'organismo umano, la Mannose Binding Lectin (Mbl), è capace di agganciarsi alla proteina Spike bloccandone la diffusione e proteggendo l'organismo dagli effetti del virus.
Riuscire a non ammalarsi pur vivendo a stretto contatto con uno o più positivi al Covid. È capitato in più di una famiglia in questi due anni di pandemia. Ma qual è il segreto dei “resistenti”, quelli che finora non hanno mai contratto la malattia pur essendo stati esposti al virus? A rivelarlo è un nuovo studio internazionale coordinato dal San Raffaele di Milano e dall’Istituto Humanitas pubblicato sulla rivista Nature Immunology.
A formare una barriera impenetrabile contro il virus è una proteina, la Mannose Binding Lectin (Mbl). Si tratta di una delle molecole che forma la nostra “immunità innata”. Una sorta di anticorpo “primordiale” che riesce ad aggredire la proteina Spike prima che attacchi l’organismo.
Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas, intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato come dalla ricerca è emersa la capacità di Mbl di legarsi al virus e bloccarlo.
“Abbiamo verificato che è in grado di farlo con tutte le varianti testate, compresa Omicron”, perché, aggiunge la collega Elisa Vicenzi, dell’Unità di patogenesi virale del San Raffaele, “si aggancia a determinati ‘zuccheri’ della proteina Spike, che non cambiano da variante a variante”.
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L’obiettivo degli scienziati, ora, è quella di sfruttare le potenzialità di questa molecola per trasformarla eventualmente in un farmaco. Dei primi esperimenti in questo senso sono già stati effettuati con risultati incoraggianti.
Non solo. L’individuazione della quantità di Mbl che circola nell’organismo può essere utile anche a prevedere il grado di severità della malattia da Covid. “Abbiamo riscontrato – spiega il direttore scientifico di Humanitas - che varianti genetiche che producono differenti quantità di Mbl circolante sono associate a diversa gravità di malattia”.
I vaccini, sottolinea il professore, restano comunque lo strumento più efficace per contrastare il virus su larga scala. “Non sappiamo ancora in anticipo – ha chiarito Mantovani - chi sarà in grado di farcela da solo e chi no”.
La Mbl, però, si candida a diventare un’arma ulteriore nella battaglia contro il virus.
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