Il cervello ci farebbe vivere 15 secondi indietro nel tempo

Cervello - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2022
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Un nuovo studio, frutto dalla collaborazione tra l'Università della California di Berkeley e dell'Università di Aberdeen, ha rivelato che le persone potrebbero vivere nel passato, per poter percepire un mondo più stabile. Secondo lo studio, il cervello si comporterebbe come una specie di macchina del tempo, riportandoci indietro di 15 secondi.
Gli organi sensoriali, in particolare gli occhi, sono costantemente bombardati da informazioni visive e comprendere e decodificare tutti questi stimoli non è un'impresa facile per il nostro cervello, quindi, per gestire tutto questo stress visivo nel miglior modo possibile, il nostro cervello deve escogitare degli stratagemmi.
Il professore Mauro Manassi, assistente presso la facoltà di psicologia dell'Università di Aberdeen, e il professor David Whitney, dell'Università della California a Berkeley, hanno scritto su The Conversation che gli occhi vedono costantemente un mondo alterato, a causa della luce, del punto di vista, del battito delle palpebre e dei movimenti del corpo, ma, nonostante ciò, il cervello percepisce ancora un mondo straordinariamente stabile.
Nel loro studio, intitolato Illusion of Visual Stability Through Active Perceptual Serial Dependence, pubblicato su Science, i ricercatori sono giunti ad una conclusione precedentemente sconosciuta e che mostra che il cervello attenua continuamente le percezioni nel tempo, per creare un'illusione di stabilità, nonostante veda un oggetto che cambia fisicamente.
Ciò significa che il cervello sembra agire come una macchina del tempo, che continua a rimandare le persone indietro nel tempo consolidando l'input visivo ogni 15 secondi, questo per permettere alle persone di gestire la vita di tutti i giorni. I ricercatori spiegano che se il cervello si aggiornasse costantemente in tempo reale, si avrebbe una visione caotica, dato i costanti cambiamenti di luce, ombra e movimento.
In un rapporto simile, aparso su Science Alert, i ricercatori hanno scritto che ci sono impatti positivi e negativi nel non vedere il mondo in tempo reale. Hanno spiegato che il ritardo è ottimo per evitare di sentirsi bombardati da input visivi ogni giorno, ma aumenta anche l'impatto in quei casi in cui è necessaria l'elaborazione dei segnali visivi in tempo reale.
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