A Sanremo il red carpet è "green": così il festival diventa "sostenibile"

CC BY 2.0 / Luca Galli / Sanremo, teatro AristonTeatro Ariston a Sanremo
Teatro Ariston a Sanremo - Sputnik Italia, 1920, 01.02.2022
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Quest'anno gli artisti hanno sfilato su un manto erboso che ha sostituito il tradizionale red carpet. È l'iniziativa di Eni per promuovere la transizione ecologica. E anche il guardaroba delle star sarà all'insegna della sostenibilità.
Dal “green carpet” agli abiti all’insegna del “riciclo” a Sanremo va in scena il Festival della sostenibilità. Quest’anno, infatti, invece di calcare il classico tappeto rosso le star hanno sfilato su un prato. L’idea è del principale sponsor della kermesse, Eni, che con l’iniziativa ha voluto sensibilizzare il pubblico sul tema dei cambiamenti climatici e del rispetto dell’ambiente.
Ma non sarà solo corso Matteotti a tingersi di verde. Anche le dive che parteciperanno a questa edizione hanno scelto di puntare tutto sulla difesa del pianeta e sulla lotta agli sprechi, scegliendo abiti già messi o provenienti da sartorie artigianali.
È il caso di Ornella Muti, che a Sanremo ha promosso assieme alla figlia Naike, non senza polemiche, il referendum per la legalizzazione della cannabis, e che ha promesso una partecipazione all’insegna della “sostenibilità”.
“Il sostegno per il pianeta, il richiamo a ognuno di noi a fare uno sforzo per il futuro, per un'eredità sostenibile da lasciare ai nostri figli e nipoti. Dei rischi legati al clima, per esempio, si parla da tempo, ma passa sempre tutto in secondo piano”, ha detto l’attrice, che ha annunciato che toccherà questi argomenti nel corso della serata che la vedrà protagonista.
Un’altra delle presentatrici che accompagneranno Amadeus, Drusilla Foer, al secolo Gianluca Gori, ha fatto sapere di aver rifiutato le proposte di importanti maison per scegliere abiti fatti fare dalla sua sarta di fiducia a Firenze.
“Con molto dispiacere ho detto di no ad alcuni brand che ammiro e che mi hanno cercata, ma penso che dobbiamo far passare il segnale che l'economia italiana deve ripartire dal basso, dalle sartorie, dagli atelier piccoli”, ha dichiarato, rendendo noto che indosserà anche capi già presenti nell’armadio. “È giusto che la gente veda che le persone si rimettono le cose", ha aggiunto, citata da RaiNews.
Look all’insegna del riciclo anche per Roberta Capua, madrina del PrimaFestival, che andrà in onda per tutta la settimana dopo il Tg1.
“Ho fatto una scelta ‘green’ e ho scelto di non affidarmi a nessuno e di utilizzare delle cose che avevo già nell’armadio, del mio guardaroba personale, dando agli abiti una seconda vita”, svela la conduttrice, che per l’esperienza sanremese ha scelto di puntare su diversi smoking e un abito lungo.

Le polemiche sulla sponsorizzazione di Eni

L'iniziativa di Eni, però, è stata criticata dagli attivisti di Greenpeace. "È inaccettabile che Eni sfrutti la vetrina di Sanremo, e dei tanti altri eventi che sponsorizza, per fare greenwashing e promuovere un’immagine di azienda attenta all’ambiente che non corrisponde affatto alla realtà", protestano gli attivisti, accusando il colosso degli idrocarburi di continuare ad "investire sul gas e sul petrolio".
L'associazione ha lanciato un'iniziativa per chiedere "una legge europea che vieti le pubblicità e le sponsorizzazioni dell’industria dei combustibili fossili". "Se l’iniziativa raggiungerà il traguardo di un milione di firme raccolte, - annunciano gli ambientalisti - la Commissione Europea sarà obbligata a discutere la proposta di legge".
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