Toti lancia il polo moderato con Renzi e Forza Italia: “Imprescindibile la riforma elettorale”

© Sputnik . Evgeny UtkinGiovanni Toti, governatore della Liguria
Giovanni Toti, governatore della Liguria - Sputnik Italia, 1920, 31.01.2022
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Sul centrodestra dopo il fallimento di Salvini nelle trattative per il Quirinale il governatore della Liguria chiede un cambiamento.
Uno dei risultati delle giornate di lavoro per l’elezione del presidente della Repubblica è stato senza dubbio la saldatura tra i partiti più centristi e moderati. Lo dice Matteo Renzi, lo afferma Antonio Tajani e lo rilancia anche Giovanni Toti, governatore della Liguria e leader di Coraggio Italia.
Parlando a Repubblica, Toti parla di un ragionamento “doveroso” sulla costruzione di un “polo moderato”.
“Convergenze già in questo Parlamento si sono trovate, ad esempio con Italia viva. Il modello francese di una federazione tra tante forze è un obiettivo auspicabile”.
Un progetto che è stato discusso negli ultimi giorni con Tajani, con Lupi e Cesa e “tutti coloro che si riconoscono in una tradizione che va dal riformismo liberale al socialismo riformista”.
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Un’idea che non è un addio alle alleanze con Lega e Fratelli d’Italia: “Una federazione di forze moderate non la vedo così lontana dalla Lega e d’altra parte la Lega ha tre ottimi ministri nel governo Draghi”.

La riforma elettorale è “imprescindibile”

Il presidente della Regione Liguria passa poi al secondo obiettivo, la riforma della legge elettorale che definisce “imprescindibile”.
Una riforma “in senso più proporzionale”, perché “questo maggioritario ha reso il Paese ingovernabile” e “ha prodotto tre governi, in cui nessun presidente è stato scelto dai cittadini, né proveniva dal Parlamento, con maggioranze tra forze politiche che in campagna elettorale erano acerrime rivali”.
“Una legge più equilibrata in senso proporzionale magari con uno sbarramento abbastanza alto, non è un modo per fare papocchi ma semmai esattamente il contrario”, afferma.

Salvini non poteva vincere

Per Toti la sconfitta del centrodestra nell’agone per il Colle era quasi annunciata, perché “abbiamo un centrodestra ancora strutturato come nell’epoca d’oro della seconda repubblica, quando il mondo intorno a noi è cambiato totalmente”.
“Il centrodestra si è presentato all’appuntamento già in una situazione complessa, in parte al governo, in parte all’opposizione”
Ma nega che ci siano stati tradimenti da parte di Coraggio Italia: “Non c’è stata nessuna pugnalata alle spalle, è accaduto quello che era ampiamente prevedibile e io avevo pronosticato in tutte le riunioni di centrodestra, chiedendo pubblicamente e privatamente più volte a Salvini di non esporsi in una battaglia che non potevamo vincere”.
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